sabato, 27 Giugno 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Le organizzazioni datoriali contestano soprattutto il metodo seguito dall'Assessorato

Formazione professionale, scontro sull’Avviso 33: «Cancellati in due giorni mesi di lavoro»

“Due giorni” sono bastati per azzerare un percorso amministrativo costruito nell’arco di mesi. È la denuncia di CENFOP Sicilia, ANFOP Sicilia, FORMA.RE, FORMA Sicilia e ASEF dopo la revoca dell’Avviso n. 33 sui percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) destinati agli studenti in obbligo scolastico.

Le associazioni ricostruiscono l’iter che aveva portato alla definizione dell’offerta formativa per l’anno 2026-2027. A marzo gli uffici dell’Assessorato avevano approvato il Catalogo regionale dopo un lungo lavoro tecnico fondato sul fabbisogno rilevato nei territori. Il 9 giugno la Regione aveva pubblicato l’Avviso n. 33, consentendo agli enti di organizzare il nuovo anno scolastico.

Pochi giorni dopo, però, il quadro è cambiato. Secondo le associazioni, una nota inviata da Assofor, organizzazione che non sottoscrive alcun Contratto collettivo nazionale del settore, ha spinto l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale, Mimmo Turano, a modificare il Catalogo con un incremento dei percorsi finanziabili e, successivamente, a revocare l’Avviso già pubblicato.

Le organizzazioni datoriali contestano soprattutto il metodo seguito dall’Assessorato. A loro giudizio, la Regione ha superato nel giro di poche ore un’istruttoria durata mesi e ha accolto una ricognizione che non coinciderebbe con quella ufficiale predisposta dagli uffici regionali.

Le associazioni ricordano inoltre di avere presentato osservazioni insieme ad altre organizzazioni rappresentative dei principali Contratti collettivi nazionali della formazione professionale. Anche i sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS avevano chiesto di non revocare l’Avviso, evidenziando il rischio di compromettere il lavoro amministrativo già concluso e di ritardare l’avvio delle attività scolastiche e formative previste in contemporanea con la scuola statale.

Sul tavolo, spiegano ancora le sigle firmatarie, esisteva anche una soluzione alternativa. Le associazioni avevano proposto di mantenere in vigore l’Avviso n. 33, attendere il consolidamento delle iscrizioni e valutare solo in un secondo momento l’eventuale finanziamento di ulteriori percorsi, assicurando nel frattempo la necessaria copertura economica. Una scelta che, secondo i firmatari, avrebbe garantito continuità amministrativa e maggiore certezza per enti, studenti e lavoratori.

Le organizzazioni richiamano anche un precedente. Già con l’Avviso n. 7, ricordano, il ritiro della procedura provocò mesi di ritardo nell’avvio delle attività formative, con pesanti ripercussioni sugli enti. Oggi temono che lo stesso scenario possa ripetersi.

«Ci chiediamo quale interesse pubblico possa giustificare una scelta di tale portata – affermano le associazioni -. Le scuole della formazione professionale rappresentano un presidio educativo e sociale fondamentale nelle periferie e nei piccoli comuni della Sicilia. Ogni anno contrastano la dispersione scolastica, formano competenze professionali e offrono opportunità di inserimento lavorativo».

Secondo le sigle, l’incertezza non colpirà soltanto gli enti di formazione, ma coinvolgerà migliaia di studenti, le loro famiglie e i lavoratori che attendono l’avvio del nuovo anno formativo.

Le associazioni accolgono invece con favore la decisione del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha convocato con urgenza l’assessore Turano per chiarire l’intera vicenda. Le organizzazioni confidano che il confronto istituzionale porti rapidamente a una soluzione capace di ripristinare certezze amministrative, garantire il regolare avvio dell’anno scolastico e tutelare studenti, famiglie, lavoratori ed enti di formazione.

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