mercoledì, 15 Luglio 2026
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La serata ha riunito circa 400 mila persone tra palermitani e turisti

Festino di Santa Rosalia, Lorefice: «Mafia, violenza e cultura delle armi. Le nuove pesti»

«Le nuove pesti hanno il volto della mafia, della violenza e della cultura delle armi». Dal sagrato della Cattedrale, durante il 402° Festino di Santa Rosalia, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha lanciato un messaggio che ha superato i confini della celebrazione religiosa e ha chiamato la città a confrontarsi con le sue ferite ancora aperte.

Per dare forza a questo appello, Lorefice ha scelto di affidare la riflessione agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che hanno reinterpretato la figura della Santuzza come simbolo di una ribellione contro tutto ciò che continua a soffocare il futuro della città. Nella loro narrazione, Santa Rosalia incarna una “rabbia sacra” capace di opporsi alle nuove forme del male che ancora attraversano Palermo.

Il richiamo dell’arcivescovo si è inserito nel cuore del Festino, che quest’anno ha sviluppato il tema della rinascita dopo il dolore. La peste del 1624 è diventata il punto di partenza per riflettere non solo sulla storia della città, ma anche sulle emergenze del presente, trasformando la tradizione in un’occasione di confronto civile.

Lo spettacolo

Davanti alla Cattedrale, Giusy Buscemi ed Ester Pantano hanno interpretato lo spettacolo dedicato alla Peste, alla Fede e al Rito, accompagnate dalle musiche della Batèria Siciliana, mentre migliaia di persone seguivano il corteo lungo il Cassaro.

La serata ha riunito circa 400 mila persone tra palermitani e turisti. Il carro trionfale, progettato dallo studio Mario Cucinella Architects, ha portato in città la nuova statua della Santuzza, realizzata da Filippo Sapienza. La figura della patrona, avvolta da farfalle luminose, stringeva una croce costruita con il legno delle barche dei migranti e un ramo d’ulivo, due simboli scelti per richiamare pace e accoglienza.

Il corteo si è concluso al Foro Italico con i tradizionali fuochi d’artificio, dopo aver attraversato il centro storico tra videomapping, installazioni luminose, spettacoli teatrali e il tradizionale saluto del sindaco Roberto Lagalla «Viva Palermo e viva Santa Rosalia».

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