mercoledì, 15 Luglio 2026
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Anche l'offerta scolastica risulta limitata e durante le ore notturne l'istituto non dispone di un presidio medico interno

Carcere minorile Malaspina, agenti insufficienti e celle roventi: il report dopo il sopralluogo

Una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione ha visitato ieri, 14 luglio, l’Istituto Penale Minorile “Malaspina” di Palermo nell’ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto 34 istituti penitenziari distribuiti in 29 città italiane.

Alla visita hanno preso parte Mimma Calabrò, assessora alle Politiche sociali del Comune di Palermo, don Sergio Ciresi, direttore della Caritas diocesana, la consigliera comunale Mariangela Di Gangi, l’assessore alle Politiche giovanili Fabrizio Ferrandelli, Pietro Galluccio, referente di InformaGiovani e del Centro Europe Direct Palermo, Vito Lo Scrudato, garante comunale per l’Infanzia e l’Adolescenza, e Francesco Passantino, portavoce degli Stati Generali per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Il gruppo ha incontrato la direttrice Clara Pangaro, il personale della Polizia penitenziaria, gli operatori dell’area educativa e alcuni ragazzi detenuti, visitando anche diversi spazi comuni della struttura.

Ciò che è emerso

Dal sopralluogo emerge una situazione fatta di luci e ombre. Il Malaspina non registra livelli di sovraffollamento paragonabili a quelli di molti altri istituti italiani, ma continua a fare i conti con problemi strutturali, carenze organizzative e servizi insufficienti che incidono sulla qualità della vita dei giovani ospiti e sulle possibilità di costruire reali percorsi di recupero.

Attualmente l’istituto ospita 27 ragazzi. Il dato appare contenuto rispetto alla media nazionale, ma va interpretato alla luce della riduzione della capienza. I lavori di manutenzione hanno infatti reso inutilizzabile un intero reparto di celle, facendo scendere i posti realmente disponibili da 45 a circa 25. La minore presenza di detenuti dipende quindi soprattutto da questa limitazione.

Il problema della Polizia penitenziaria

Preoccupa la situazione dell’organico della Polizia penitenziaria. Il Malaspina dispone di 39 agenti a fronte dei 55 previsti, con una scopertura di 16 unità. Questa condizione aumenta il carico di lavoro del personale e limita fortemente lo svolgimento delle attività educative e trattamentali, sia all’interno sia all’esterno dell’istituto. I ragazzi trascorrono così molte ore chiusi in cella. Nessuna particolare criticità, invece, riguarda il personale amministrativo e quello socio-educativo.

Sul fronte sanitario resta aperta una questione particolarmente delicata. Durante le ore notturne l’istituto non dispone di un presidio medico interno e, in caso di emergenza, deve ricorrere alla guardia medica o al numero unico 112.

L’offerta scolastica

Anche l’offerta scolastica risulta limitata. Grazie alla collaborazione con il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, i giovani possono conseguire la licenza media, ma l’organizzazione delle attività risente della presenza di gruppi composti da studenti di età, percorsi e provenienze differenti. Mancano inoltre percorsi formativi più avanzati e professionalizzanti, fondamentali per favorire il reinserimento sociale e lavorativo.

La delegazione ha invece valutato positivamente i progetti di inserimento lavorativo attivati all’interno e all’esterno dell’istituto attraverso gli strumenti previsti dagli articoli 20 e 21 dell’ordinamento penitenziario. Attualmente quattro giovani partecipano a queste esperienze e altri tre dovrebbero aggiungersi nelle prossime settimane. L’iniziativa, però, vive soprattutto grazie all’impegno del Terzo settore, mentre il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale locale continua a rimanere limitato.

La struttura

Le criticità più evidenti riguardano le condizioni della struttura. L’impianto elettrico presenta elementi di fragilità che possono compromettere la sicurezza sia dei detenuti sia degli operatori. Ancora più difficile risulta la situazione durante i mesi estivi. Le celle dispongono soltanto di ventilatori e, nelle ore serali, la chiusura delle grate e delle porte blindate rende il ricambio d’aria insufficiente, creando condizioni di calore e salubrità considerate incompatibili con standard dignitosi, soprattutto durante le ondate di caldo.

Anche la quotidianità dei ragazzi risente di queste difficoltà. Le limitazioni di personale e di spazi riducono il tempo trascorso fuori dalle celle, aggravando il disagio provocato dalle alte temperature.

La visita conferma le criticità che attraversano il sistema penitenziario minorile italiano. Se il numero delle presenze non raggiunge i livelli più allarmanti registrati in altri istituti, permangono problemi che incidono direttamente sulla tutela dei diritti delle persone detenute e sulle opportunità di reinserimento. Strutture obsolete, carenza di agenti, assenza di assistenza sanitaria notturna e un’offerta educativa ancora troppo limitata rappresentano, secondo i visitatori, gli ostacoli più urgenti da affrontare.

L’Alleanza per l’articolo 27 richiama infine i principi sanciti dalla Costituzione, secondo cui la pena deve rispettare la dignità della persona e favorirne il reinserimento nella società. Per questo chiede interventi rapidi sugli impianti e sulla climatizzazione dell’istituto, il rafforzamento dell’organico della Polizia penitenziaria, l’attivazione di un presidio medico notturno, il potenziamento dell’offerta scolastica e formativa e un ampliamento dei progetti di inserimento lavorativo attraverso maggiori investimenti e una più ampia collaborazione con il mondo delle imprese.

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