mercoledì, 15 Luglio 2026
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Smantellata una rete che gestiva estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio tra Zen, Marinella e Partanna Mondello

Disarticolata mafia di San Lorenzo – Tommaso Natale: 31 condanne per boss e gregari

Una raffica di condanne che colpisce il mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. A distanza di un anno e mezzo dal blitz che aveva portato in carcere 181 persone, il giudice per l’udienza preliminare Carmen Salustro, con rito abbreviato, ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

È una costola del maxiblitz antimafia «dei 181» arresti che vennero eseguiti a febbraio 2025: il filone oggi chiuso col rito abbreviato riguarda uno dei mandamenti ancor oggi tra i più attivi, San Lorenzo e Tommaso Natale.

Al centro del procedimento figurano i fratelli Serio, ritenuti tra i principali punti di riferimento del mandamento dopo l’arresto dei precedenti vertici. Per Domenico e Nunzio Serio sono stati inflitti vent’anni di reclusione ciascuno, mentre Salvatore Serio è stato condannato a undici anni. Secondo gli investigatori, la loro leadership avrebbe garantito continuità alle attività criminali del territorio.

Le indagini avevano fatto emergere un sistema radicato che spaziava dalle estorsioni al traffico di stupefacenti. In particolare, gli investigatori avevano documentato l’esistenza di una chat utilizzata per coordinare un vasto cartello della droga che coinvolgeva esponenti di diversi mandamenti palermitani, da Porta Nuova a Santa Maria di Gesù. Un’organizzazione capace di mantenere contatti e impartire direttive anche dal carcere, come nel caso di Nunzio Serio, che secondo l’accusa disponeva di un telefono cellulare durante la detenzione.

Tutti i nomi

Tra i condannati figura anche Giovanni Cusimano, storico esponente mafioso di Partanna Mondello, destinatario di una pena di dodici anni. Nelle intercettazioni aveva fatto riferimento ai gruppi criminali dello Zen con l’espressione “cani con la barba“, lamentando la gestione del territorio e auspicando il ritorno in libertà dei fratelli Serio per ristabilire gli equilibri interni all’organizzazione.

L’elenco delle condanne comprende numerosi nomi noti alle cronache giudiziarie palermitane. Francesco Stagno, Domenico Serio e Nunzio Serio hanno ricevuto la pena più alta, vent’anni di carcere. Diciotto anni sono stati inflitti a Paolo Lo Iacono, mentre Mario Ferrazzano è stato condannato a sedici anni. Quindici anni e otto mesi per Antonino Mazza, dodici anni e otto mesi per Francesco Militano, dodici anni per Domenico Ciaramitaro e Giovanni Cusimano.

Pene superiori ai dieci anni anche per Salvatore Maranzano, Amedeo Romeo, Francesco Scarpisi, Tommaso Spataro, Mariano Lo Iacono e Francesco Iraci. Condanne più contenute sono state inflitte ad altri imputati ritenuti coinvolti a vario titolo nelle attività del mandamento, tra cui Pietro Capraro, Carmelo Maranzano, Gianluca Spano, Salvatore Lombardo, Salvatore Finocchio, Antonino De Luca ed Emanuele Cosentino.

Due assoluzioni

Sono invece due gli imputati assolti. Il giudice ha prosciolto Guglielmo Rubino, accusato di estorsione, e Salvatore Ruvolo, titolare del parco giochi “Bossolandia” di viale Campania, che rispondeva dell’accusa di tortura in relazione al pestaggio di un presunto ladro.

Parti civili

La sentenza ha inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni per le parti civili costituite nel processo. Tra queste figurano il Comune di Palermo, la Federazione antiracket italiana, lo Sportello di solidarietà per le vittime delle estorsioni, Assoimpresa, il Centro Studi Pio La Torre, Confcommercio e Sos Impresa.

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