martedì, 14 Luglio 2026
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Fino al 19 luglio le temperature potranno raggiungere anche i 43 gradi

Temperature estreme in Sicilia, uno studio avverte: il caldo può dare alla testa

La Sicilia continua a fare i conti con un’ondata di caldo eccezionale. Fino al 19 luglio le temperature potranno raggiungere anche i 43 gradi in diverse aree dell’Isola. L’attenzione, però, non riguarda soltanto i rischi per il fisico. Il caldo estremo può avere conseguenze importanti anche sulla salute mentale.

L’allerta

Il capo della Protezione Civile Siciliana, Salvo Cocina, ha diramato un comunicato straordinario di preallertamento per il rischio di ondate di calore a partire da mercoledì 15 luglio. L’arrivo dell’anticiclone subtropicale di origine algerina determinerà un sensibile e persistente aumento delle temperature almeno fino a domenica, con punte che, localmente, potranno raggiungere i 42-44 gradi. Il caldo intenso interesserà inizialmente i settori occidentali dell’Isola, in particolare il Trapanese, per poi estendersi progressivamente alle aree centrali e orientali della Sicilia.

Le condizioni meteorologiche previste, unite alla presenza diffusa di vegetazione ormai secca, determineranno anche un significativo incremento del rischio di incendi, soprattutto di quelli d’interfaccia, che possono svilupparsi nelle aree a ridosso dei centri abitati.

Nel documento, la Protezione Civile invita i sindaci, in qualità di autorità locali di protezione civile, ad attivare tutte le misure previste dai rispettivi Piani comunali di emergenza, verificando la piena funzionalità dei Centri Operativi Comunali (C.O.C.), delle attrezzature, dei sistemi di comunicazione, dei mezzi disponibili e degli edifici climatizzati. Viene inoltre richiesto di aggiornare i contatti di emergenza, garantire la reperibilità del personale impegnato nelle attività di presidio e organizzare i turni nelle fasce orarie più critiche.

Le raccomandazioni

Tra le azioni raccomandate figurano anche il controllo dell’efficienza dei punti di approvvigionamento idrico per i mezzi antincendio, il costante monitoraggio dell’evoluzione della situazione in raccordo con la Sala Operativa Regionale Unificata (SOUR), le Prefetture, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale, nonché l’individuazione delle persone più fragili, come anziani, malati cronici, donne in gravidanza, neonati e persone allettate, predisponendo adeguati servizi di assistenza.

La Protezione Civile raccomanda inoltre di verificare la disponibilità di spazi climatizzati, i cosiddetti “rifugi climatici”, per accogliere i cittadini più vulnerabili durante le ore più calde della giornata e di predisporre, se necessario, la distribuzione di acqua potabile. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle aree maggiormente esposte al rischio incendi, comprese le zone lungo la viabilità urbana ed extraurbana, i parchi e le riserve naturali, valutando anche eventuali limitazioni o sospensioni delle attività che potrebbero comportare rischi per la popolazione.

Ai cittadini viene raccomandato di evitare attività all’aperto e la permanenza sotto il sole nelle ore centrali della giornata, mentre le persone più vulnerabili sono invitate a rimanere in ambienti climatizzati o, dove disponibili, nei rifugi climatici predisposti dai Comuni.

Beni e attrezzature

È inoltre consigliato mettere in sicurezza beni e attrezzature nelle aree esposte al rischio di incendio e segnalare tempestivamente eventuali emergenze chiamando il numero unico 112 oppure, in caso di incendi, i numeri 115 e 1515; per le emergenze legate alle ondate di calore resta attivo anche il numero 1500.

Infine, le Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile sono state poste in stato di preallerta e invitate a mantenersi pronte a intervenire, fornendo supporto ai sindaci, alle autorità locali, alle strutture di soccorso e al sistema regionale di protezione civile, in coordinamento con il Dipartimento regionale della Protezione Civile.

Lo studio

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Health evidenzia infatti un legame tra le ondate di calore prolungate e l’aumento dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali e comportamentali. Gli autori, i ricercatori della Monash University australiana Yuming Guo e Shanshan Li, parlano del primo studio multicentrico che analizza su larga scala gli effetti del caldo estremo sulla salute mentale.

Il gruppo di ricerca ha esaminato oltre 2,6 milioni di ricoveri registrati durante la stagione calda in 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda tra il 2000 e il 2019. I dati mostrano che le ondate di calore coincidono con un incremento delle ospedalizzazioni legate ai disturbi psichici e comportamentali.

Gli studiosi definiscono un’ondata di calore come un periodo di diversi giorni caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, condizioni che fanno aumentare in maniera significativa malattie e decessi legati al caldo. Secondo Guo, proprio durante questi eventi cresce anche la richiesta di assistenza ospedaliera per problemi di salute mentale, soprattutto tra gli anziani e tra chi vive nelle aree meno densamente popolate.

Per i ricercatori, questi risultati rafforzano la necessità di predisporre interventi specifici durante le ondate di calore più intense, così da proteggere le persone più vulnerabili e alleggerire la pressione sui servizi sanitari.

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico, sottolinea Shanshan Li, sta diventando uno dei principali fattori che influenzano la salute mentale a livello globale. Eventi meteorologici sempre più estremi, scarsità di risorse e alterazioni degli ecosistemi aumentano infatti lo stress psicologico. In questo scenario, le ondate di calore stanno diventando più frequenti e intense, come dimostrano gli episodi registrati negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti.

Le temperature elevate possono aggravare disturbi mentali già presenti attraverso diversi meccanismi. Il caldo, ad esempio, altera il sonno, aumenta la risposta dell’organismo allo stress e mette maggiormente in difficoltà chi presenta problemi di termoregolazione o assume farmaci che riducono la capacità del corpo di disperdere il calore.

Anche il disagio psicologico e i cambiamenti del comportamento provocati dall’afa possono favorire un peggioramento dei sintomi e rendere necessario il ricovero. Lo studio ha inoltre confrontato l’impatto delle ondate di calore considerando fattori come età, sesso, reddito, densità abitativa, diffusione dei condizionatori d’aria, tempi di accesso agli ospedali e tipologia dei disturbi mentali.

Mentre la Sicilia affronta giorni con temperature eccezionali e picchi che sfiorano i 43 gradi, gli esperti invitano quindi a non sottovalutare gli effetti del caldo estremo. Proteggere il corpo resta fondamentale, ma anche il benessere psicologico richiede attenzione, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti che convivono con disturbi mentali.

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