Il bilancio dell’incendio che sta flagellando il territorio di Termini Imerese assume contorni sempre più drammatici, trasformandosi in una vera e propria catastrofe per il tessuto economico locale. Il rogo non ha soltanto paralizzato per diverse ore la viabilità autostradale, ma ha aggredito con violenza l’agglomerato industriale, arrivando a colpire e danneggiare gravemente oltre dieci aziende. Le fiamme, alimentate dalle fortissime raffiche di vento di scirocco che soffiano sul comune palermitano, si sono propagate con rapidità impressionante prima sulla sterpaglia e poi da un capannone all’altro, rendendo quasi vana ogni prima barriera difensiva.

Fin dalle prime ore del mattino le squadre dei Vigili del Fuoco sono impegnate in una corsa contro il tempo per cercare di arginare il fronte del fuoco. Gli operatori hanno fatto e stanno facendo l’impossibile per circoscrivere l’incendio in condizioni estreme, condizionate dal calore soffocante e dal vento imprevedibile che continua a cambiare la direzione dei focolai. La situazione si è rivelata talmente critica da spingere diversi proprietari dei capannoni a momenti di autentica disperazione: molti di loro hanno affrontato il fumo e il fuoco rischiando direttamente la propria incolumità fisica nel tentativo disperato di mettersi in salvo insieme ai macchinari, ai veicoli e alle attrezzature di lavoro.
Purtroppo, nonostante gli sforzi congiunti dei soccorritori e le azioni eroiche dei lavoratori, la conta dei danni si preannuncia gravissima. La furia del rogo ha infatti travolto alcune tra le realtà produttive più importanti e strutturate del territorio.



