Il depuratore di Borgetto finisce sotto sequestro preventivo dopo un sopralluogo congiunto di Arpa Sicilia e dei carabinieri della stazione locale. L’ispezione avrebbe fatto emergere diverse criticità nella gestione degli scarichi e delle acque reflue, oltre ad alcune irregolarità nella gestione dei rifiuti e nella documentazione relativa all’impianto.
La Procura ha disposto il sequestro nell’ambito dell’indagine avviata dai carabinieri, che punta a chiarire eventuali responsabilità e possibili violazioni. L’autorità giudiziaria ha inoltre affidato la gestione ordinaria della struttura al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune.
La vicenda assume particolare rilievo per il sistema ambientale e idrico del territorio. Le acque che passano dal depuratore confluiscono infatti nel bacino idrografico locale e, attraverso torrenti e valloni, raggiungono il tratto terminale del fiume Jato, prima di arrivare nel Golfo di Castellammare.
Il problema arriva da lontano
Secondo l’assessore comunale ai Lavori pubblici Erasmo De Luca, le difficoltà dell’impianto non rappresentano una novità. L’amministratore colloca l’origine della situazione tra il 2014 e il 2015, quando il Comune avrebbe ricevuto alcune prescrizioni per adeguare il sistema di depurazione senza però completare gli interventi necessari.
De Luca ritiene quindi che l’attuale amministrazione debba affrontare una situazione complessa, maturata negli anni precedenti. Nelle ultime settimane, inoltre, un guasto tecnico avrebbe aggravato le condizioni dell’impianto. In particolare, una valvola che regola il passaggio dei reflui tra le diverse vasche avrebbe smesso di funzionare correttamente.
Il Comune avrebbe contattato subito la ditta incaricata della manutenzione per risolvere il problema. Il guasto avrebbe compromesso il regolare funzionamento del sistema di filtraggio. L’amministrazione avrebbe comunque garantito il trattamento delle acque attraverso l’utilizzo di prodotti chimici e interventi manuali in via emergenziale.
Il Comune: «Informate le autorità»
L’amministrazione sostiene inoltre di avere informato della situazione gli enti competenti, tra cui Arpa, carabinieri e Asp. Dal 14 agosto sarebbero così partite le operazioni necessarie per assicurare il trattamento dei reflui mentre il Comune attendeva la riparazione della valvola.
Successivamente sono arrivati i controlli dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e dei carabinieri. Gli accertamenti hanno portato al sequestro preventivo disposto dalla Procura. Ora l’attenzione si concentra anche sugli esiti dei campionamenti effettuati da Arpa, che potranno fornire ulteriori elementi sul funzionamento dell’impianto e sulla qualità delle acque trattate.
Servono nuovi investimenti
Per l’assessore De Luca, la vicenda evidenzia soprattutto la necessità di un intervento strutturale. Il depuratore avrebbe bisogno di un sistema capace di registrare automaticamente e in tempo reale tutte le fasi del trattamento dei reflui.
Un progetto che richiede risorse economiche significative. Il Comune, alle prese con una situazione finanziaria difficile, non avrebbe al momento disponibilità sufficienti per sostenere direttamente gli interventi. L’amministrazione sta quindi valutando la possibilità di accedere a specifiche linee di finanziamento.
La questione del depuratore era già emersa nei giorni scorsi in un’inchiesta di Partinicolive firmata dal giornalista e direttore Daniele Viola, che aveva sollevato l’attenzione sui possibili malfunzionamenti dell’impianto e sull’indagine avviata dalle forze dell’ordine.



