A questo punto sembra saltato il concerto a Palermo che si sarebbe svolto giovedì 27. Il trapper Tony Boy, all’anagrafe Antonio Hueber, lascia il carcere e prosegue la misura cautelare agli arresti domiciliari.
Il 26enne, che conta circa un milione di follower su Instagram, era finito a San Vittore sabato 22 agosto con l’accusa di detenere cocaina, marijuana e hashish destinati allo spaccio, oltre a una pistola Beretta calibro 6.35 con matricola abrasa e circa cinquanta munizioni.
La gip di Milano Chiara Valori, al termine dell’interrogatorio di garanzia svolto questa mattina nel carcere di San Vittore, ha convalidato l’arresto ma ha escluso l’ipotesi di spaccio. La giudice ha riconosciuto invece l’accusa relativa alla detenzione illegale dell’arma e ha disposto i domiciliari nell’abitazione dei genitori del giovane, a Padova. Il trapper, assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni, non dovrà indossare il braccialetto elettronico. Il pm aveva chiesto la custodia in carcere.
La difesa: «Accusa di spaccio assolutamente infondata»
Durante l’interrogatorio, durato circa un’ora, Tony Boy ha risposto alle domande della gip e ha respinto con decisione l’accusa di spaccio, definendola «assolutamente infondata». La difesa aveva sostenuto la tesi dell’uso personale delle sostanze trovate durante la perquisizione.
L’avvocato Vecchioni aveva parlato di «quantitativi modici», spiegando che il suo assistito soffre di una dipendenza da più sostanze e dispone delle risorse economiche necessarie per acquistare droga anche in quantità superiori al consumo immediato.
Il legale aveva quindi chiesto la scarcerazione del 26enne oppure, in subordine, una misura meno afflittiva come i domiciliari. La gip ha accolto quest’ultima richiesta.
Le sostanze sequestrate e l’ipotesi di uso personale
Durante la perquisizione gli investigatori hanno trovato poco meno di quattro grammi lordi di cocaina e circa dieci grammi complessivi tra hashish e marijuana. Nel materiale sequestrato c’era anche un bilancino di precisione.
Secondo la gip, però, quantità e varietà degli stupefacenti non bastano a sostenere l’ipotesi dello spaccio. La giudice ha considerato anche la condizione di tossicodipendenza riferita dal giovane e supportata, almeno in parte, dalla documentazione medica presentata dalla difesa.
L’ordinanza sottolinea inoltre l’assenza di ulteriori elementi che possano collegare la droga a una possibile attività di vendita.
La pistola acquistata su Telegram
Diversa la valutazione della gip sull’arma. Tony Boy ha ammesso di aver detenuto illegalmente la pistola con matricola abrasa, spiegando però di averla acquistata tramite un gruppo Telegram e di averla pagata in bitcoin.
Il trapper ha raccontato di aver cercato l’arma per proteggersi dopo un furto subito nella propria abitazione alcuni mesi fa. La spiegazione non ha convinto la giudice, che ha escluso la possibilità di considerare l’autodifesa una giustificazione per il possesso della pistola.
Secondo la gip, infatti, la disponibilità dell’arma rappresenta un concreto rischio di un suo futuro utilizzo contro altre persone e configura un pericolo di reiterazione di reati gravi con l’impiego di armi. Per questo motivo la giudice ha escluso misure non detentive e ha ritenuto adeguati gli arresti domiciliari presso la famiglia d’origine.


