Le riflessioni di Marcello Longo, presidente dell’Ottava Circoscrizione di Palermo, aprono una discussione sul presente e soprattutto sul futuro del capoluogo siciliano. In vista delle prossime elezioni amministrative, previste nella primavera del 2027, Longo affida a una lettera aperta una serie di considerazioni sulla direzione che Palermo dovrebbe intraprendere nei prossimi anni.
«Carissima Palermo nostra, verso dove vai? Palermo, come ogni luogo abitato, è una comunità in cammino o – usando una metafora ancor più suggestiva – una nave che affronta un viaggio che la muta nelle sue caratteristiche, muovendola nel tempo oltre che nello spazio. E allora, immaginiamoci tutte e tutti insieme sul “Carro” della nostra amata Santuzza, un carro che, come spesso nella tradizione, assume le forme e le sembianze di una barca che naviga verso nuovi orizzonti, conducendo con sé i marinai che si trovano a bordo».
Il punto di partenza è quindi una metafora marinaresca. Longo immagina la città come una nave, a bordo ci sono i cittadini, chiamati a condividere una rotta e a contribuire alla scelta della destinazione.
La maggior parte dei palermitani vorrebbe vivere in una città più pulita, sicura, accogliente, civile e vivibile. «Per raggiungere tale obiettivo politico-sociale ci sarebbe bisogno di un “Patto” tra i cittadini palermitani e coloro che si candidano a ricoprire ruoli di responsabilità di governo della Città; oggi più che mai, in vista del rinnovo delle cariche amministrative, previste a Palermo tra meno di un anno, nel corso della primavera del 2027» continua Longo.
Il decentramento al centro della proposta
Un elemento chiave della visione di Longo riguarda il decentramento politico e amministrativo, tema spesso richiamato nel dibattito sulla gestione di Palermo ma, secondo il presidente dell’Ottava Circoscrizione, mai realmente attuato nella sua piena portata.
«Ci sarebbe un gran bisogno di una rinnovata gestione orizzontale dei sogni e dei bisogni della Città, con un’amministrazione realmente partecipata, condivisa, trasparente e finalizzata al Bene Comune; con scelte che siano frutto e sintesi dell’ascolto e dell’analisi delle esigenze e delle proposte espresse dai residenti dei quartieri della Città, vere e proprie “città nella Città”. Sarebbe necessaria una gestione capillare dei servizi pubblici essenziali che, superando l’attuale inefficace organizzazione concentrica comunale, desse compiutezza al decentramento politico-amministrativo della città, chiave di volta capace di rendere più efficiente e dinamica una Città grande, popolosa e complessa come Palermo».
Un patto tra istituzioni e cittadini
La metafora della navigazione torna anche quando Longo affronta il tema del governo della città. Come un equipaggio deve conoscere la destinazione e scegliere chi possiede le competenze per guidare la nave, così Palermo avrebbe bisogno di una rotta chiara e di amministratori capaci di perseguirla.
«Attualmente, sembra che Palermo non abbia ben fissato sulla mappa quale porto voglia raggiungere», scrive Longo, evidenziando la necessità di individuare obiettivi condivisi e strumenti adeguati per raggiungerli.
In questa prospettiva, chi governa dovrebbe considerarsi al servizio della comunità e non concentrarsi sulla conservazione del potere. Allo stesso tempo, anche i cittadini dovrebbero assumere un ruolo più attivo, andando oltre la semplice critica nei confronti degli amministratori.
Dal PNRR alla manutenzione del patrimonio pubblico
Nella lettera trova spazio anche una riflessione sulle opportunità offerte dalle risorse pubbliche e sul patrimonio comunale. Longo esprime rammarico per diversi interventi che, a suo giudizio, non hanno trovato realizzazione attraverso il PNRR.
«Sul punto il rammarico è grande per i numerosi interventi che non sono stati realizzati dall’Amministrazione comunale attraverso l’epocale strumento del PNRR, come ad esempio il recupero di: scuole comunali chiuse da tempo tra cui il prezioso asilo “Alessandra Parisi” al Borgo Vecchio; campetti e aree gioco di quartiere; ville e spazi verdi tra cui la Villa Turrisi e l’ex “Parco Ninni Cassarà”; percorsi ciclabili; programmi educativi e promozionali, strumenti, risorse e impianti per la selezione e valorizzazione dei rifiuti differenziati; la “Fiera del Mediterraneo”; il mercato ortofrutticolo; la “Costa Sud”; il fabbricato in rovina di “Villa Costa”; l’ex “chimica Arenella”, eccetera» continua Longo.
Per il presidente dell‘Ottava Circoscrizione, però, non basta recuperare strutture e spazi. Palermo deve garantire anche una manutenzione costante del proprio patrimonio pubblico. Strade, marciapiedi, alberi, giardini e altri beni comunali richiedono interventi regolari e risorse adeguate.
In quest’ottica Longo richiama anche la necessità di rafforzare gli organici del Comune e delle aziende partecipate, coinvolgendo soprattutto i giovani.
«Aggiustare le vele» per cambiare Palermo
La proposta di Longo guarda infine alla partecipazione dell’intera comunità. Associazioni, volontariato, scuola, università, commercio, professioni, industria, artigianato, cultura, arte e giovani rappresentano, secondo la sua analisi, un patrimonio che Palermo deve valorizzare.
«Palermo non può certamente migliorare grazie al pessimismo di chi sa solamente lamentarsi dei venti nefasti; ha necessità soprattutto di chi si propone di “aggiustare le vele” con entusiasmo, passione, qualità, competenza e spirito di servizio. Così l’intera comunità verrebbe condotta verso gli obiettivi programmati: pulizia, manutenzione, cura, efficienza dei trasporti pubblici e dei servizi essenziali, inclusione, vivibilità, innovazione, sicurezza, solidarietà, pacifica convivenza, rigenerazione, cultura, arte, bellezza».
La riflessione si chiude con una citazione: «Palermo crescerà solo se – come diceva l’illuminato costituzionalista Giuseppe Dossetti – “i Cittadini (ognuno nel proprio ruolo) parteciperanno alla vita della città, spendendo le proprie energie a beneficio della collettività”».



