mercoledì, 15 Aprile 2026
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Il regista Giuseppe Cardinale annuncia il digiuno contro la querela di Toni Matranga

Caso Egoriferiti, Cardinale annuncia sciopero della fame: “Per la libertà di Satira”

Si alza ulteriormente il livello dello scontro nel caso giudiziario che vede contrapposti il duo del podcast Egoriferiti e il comico palermitano Toni Matranga. A pochi giorni dalla fissazione dell’udienza preliminare per le accuse di diffamazione aggravata e stalking, il regista e conduttore Giuseppe Cardinale ha annunciato sui social l’inizio di uno sciopero della fame, dichiarando di essere pronto a portarlo avanti “fino a quando Matranga non ritirerà la querela”.

Un gesto estremo, accompagnato da un video messaggio e da un post dai toni forti. “La vostra stupidità è la mia cicuta” – scrive Cardinale, aggiungendo di non avere “più nessuna intenzione di spingere oltre la mia laringe nulla di commestibile” finché non arriverà un passo indietro da parte del comico o una presa di posizione pubblica “culturalmente rilevante” sulla vicenda.

Parole che inizialmente molti avevano interpretato come una provocazione, in linea con lo stile irriverente del podcast. Tuttavia, nelle ore successive, la decisione è apparsa concreta, alimentando preoccupazione tra follower e osservatori, anche per le possibili conseguenze sulla salute del conduttore.

La presa di posizione arriva in un momento delicato dell’inchiesta. La Procura di Palermo ha infatti chiuso le indagini e ottenuto la fissazione dell’udienza preliminare nei confronti di Cardinale e del giornalista Vassily Sortino, accusati di aver portato avanti per mesi una campagna denigratoria nei confronti di Matranga attraverso contenuti pubblicati su social e piattaforme streaming.

Secondo l’impianto accusatorio, non si sarebbe trattato di semplice satira, ma di una serie reiterata di attacchi personali, invettive e rappresentazioni umilianti che avrebbero leso la reputazione e la dignità del comico, fino a provocargli un grave stato di ansia e a condizionarne la vita professionale e sociale. Contestazioni che includono anche l’uso di fotomontaggi e iniziative come il “salvadanaio” con l’immagine dell’attore, ritenute dalla Procura particolarmente degradanti.

Cardinale, però, ribalta completamente la lettura dei fatti. Nel suo messaggio rivendica la natura artistica e provocatoria del lavoro svolto con “Egoriferiti”, sostenendo che il procedimento giudiziario rappresenti un attacco alla libertà di espressione. “Io non voglio vivere in un mondo in cui la libertà ha delle condizioni”, scrive, trasformando la propria protesta in una battaglia simbolica che va oltre il caso personale.

Sul fondo resta la questione centrale: dove finisce la satira e dove comincia la diffamazione. Una linea sottile che sarà il giudice a tracciare, mentre fuori dalle aule di tribunale il confronto si fa sempre più acceso e, adesso, anche preoccupante.

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