Noi Moderati resta saldamente nel centrodestra, ma non si riconosce più nella maggioranza che sostiene Roberto Lagalla. A tracciare una linea di separazione netta dall’attuale amministrazione comunale è la deputata regionale Marianna Caronia, che boccia senza mezzi termini la coalizione costruita intorno al sindaco e rivendica la piena autonomia politica del proprio partito.
La posizione arriva in un momento particolarmente delicato per Palazzo delle Aquile, dopo che il centrodestra non è riuscito a garantire il numero legale durante la seduta consiliare convocata per discutere la relazione sull’attuazione del programma del sindaco. Un episodio che ha reso visibili le tensioni interne alla coalizione e alimentato i dubbi sulla reale tenuta della maggioranza.
Caronia chiarisce che Noi Moderati continuerà a sostenere il centrodestra quando dimostra di governare bene, rifiuta accordi trasversali e riesce a offrire soluzioni concrete ai numerosi problemi ancora irrisolti della città. Condizioni che, secondo la parlamentare regionale, non sarebbero oggi rispettate dall’amministrazione Lagalla.
Il giudizio sulla coalizione è durissimo. Caronia la definisce una «maggioranza arlecchino», composta da esperienze politiche troppo diverse e priva di un’identità riconoscibile. Una formazione nella quale, sostiene, non sarebbe più possibile distinguere chiaramente la componente civica, quella proveniente dalla sinistra e quella legata a un centrodestra che avrebbe ormai smarrito la propria anima.
Al centro dell’attacco c’è anche la lunga partita sulle nomine nelle società partecipate. La deputata regionale accusa le forze che sostengono Lagalla di essere impegnate da mesi nella spartizione degli incarichi, mentre Palermo continua a fare i conti con emergenze quotidiane e servizi inefficienti. Dai rifiuti al trasporto pubblico, fino all’illuminazione, la città resterebbe bloccata mentre il dibattito politico si concentra sugli equilibri di potere.
Noi Moderati rivendica quindi di non avere partecipato al «banchetto delle poltrone» e di mantenere le mani libere da accordi e condizionamenti. Una dichiarazione che allarga ulteriormente le distanze tra il partito e il sindaco, nonostante la comune appartenenza all’area politica del centrodestra.
Caronia punta il dito anche contro la mancanza di programmazione dell’amministrazione. Tra gli esempi citati ci sono le condizioni delle aule scolastiche, troppo calde all’inizio dell’anno e destinate a diventare troppo fredde durante l’inverno senza interventi strutturali. Una gestione fondata sull’emergenza, secondo la deputata, che impedirebbe di affrontare per tempo i problemi e di assicurare servizi adeguati agli studenti e alle famiglie.
La presa di posizione assume un peso che va oltre la semplice critica amministrativa. Noi Moderati non annuncia un passaggio all’opposizione del centrodestra, ma comunica di essere fuori dal perimetro politico costruito da Lagalla. Una distinzione destinata a incidere sugli equilibri presenti e sulle future scelte della coalizione.
Il messaggio al sindaco è chiaro. Palermo attraversa una fase di profonda sofferenza e non può uscire dalla crisi con gli stessi assetti che l’hanno accompagnata finora. Per Caronia servono un radicale cambio di passo, una nuova impostazione politica e una squadra con «una testa e gambe totalmente diverse».


