Un’iniziativa musicale e culturale pensata per la comunità universitaria si è trasformata ieri sera in un acceso confronto con le forze dell’ordine. Diverse pattuglie dei Carabinieri sono intervenute all’improvviso all’interno del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo di Palermo per interrompere l’evento in corso. Gli agenti hanno dichiarato di essere arrivati sul posto su esplicita richiesta del Rettore Massimo Midiri per fare rispettare le regole relative all’uso dei locali dell’Ateneo. I giovani presenti avevano allestito la serata per offrire un momento di socialità con l’esibizione di 5 artisti iscritti allo stesso istituto universitario.
Tensione al Dipartimento di Scienze Umanistiche
Nonostante i lunghi tentativi degli organizzatori di chiarire il valore aggregativo della manifestazione, le forze dell’ordine hanno ordinato di sgomberare immediatamente tutti gli ambienti. Sotto la costante pressione della rettoria, i ragazzi hanno dovuto interrompere le esibizioni e abbandonare la struttura dopo circa 20 minuti di discussione. La vicenda ha sollevato forti polemiche tra i presenti, delusi dalla rigidità mostrata dai vertici accademici nei confronti di un progetto artistico autonomo.
Il disappunto degli studenti
“Una situazione che lascia profondamente scossa la comunità studentesca – spiega Fabrizio Calderone, studente di Lettere, nella nota -. Soprattutto alla luce delle numerose serate organizzate negli ultimi anni nell’androne dell’ex facoltà di Lettere e Filosofia, senza arrecare alcun danno ai beni universitari.L’Università appartiene agli studenti – ha continuato – e gli spazi che la compongono dovrebbero essere luoghi in cui potersi confrontare serenamente, dibattere e anche divertirsi in maniera sana.
La replica dell’Ateneo
“Dispiace che la vicenda venga rappresentata come un atto di repressione nei confronti degli studenti. È necessario chiarire che la serata non era stata autorizzata né è pervenuta alcuna richiesta preventiva. Inoltre, l’iniziativa è stata promossa da un’associazione non riconosciuta dall’Università – ha detto l’Ateneo nella replica -. La priorità dell’Ateneo è sempre la sicurezza degli studenti e di tutta la comunità universitaria. Il campus è degli studenti e deve essere un luogo vivo, aperto alla cultura, al confronto e alla socialità. Ma ogni iniziativa deve svolgersi nel rispetto delle regole e delle necessarie procedure autorizzative. Non esiste contrapposizione tra libertà di partecipazione e sicurezza – ha precisato infine, concludendo -. Il nostro dovere è garantire entrambe. La sicurezza non limita la vita universitaria, ma ne è una condizione indispensabile”.


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