lunedì, 26 Ottobre 2026
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A ciascuno un risarcimento di 8.051,36 euro

Asp Palermo, risarcimento per tre precari Covid: riconosciuto il lavoro subordinato

Il Tribunale di Palermo, in funzione di Giudice del lavoro, ha riconosciuto la natura subordinata a tempo determinato del rapporto di lavoro di tre collaboratori che l’Asp di Palermo aveva reclutato nel 2020, durante l’emergenza Covid-19, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. L’Azienda sanitaria dovrà regolarizzare le loro posizioni contributive all’Inps e corrispondere a ciascuno un risarcimento di 8.051,36 euro, oltre a rivalutazione monetaria, interessi e spese legali.

I tre lavoratori hanno prestato servizio durante la pandemia alla Fiera del Mediterraneo e in altre strutture dell’Asp in provincia di Palermo. L’Azienda aveva prorogato più volte i loro contratti, ma i collaboratori sostenevano di aver lavorato secondo orari prestabiliti e sotto le direttive e il controllo dei responsabili. Per questo hanno chiesto al Tribunale di riconoscere la natura subordinata del rapporto e di ottenere il risarcimento del danno.

A rappresentarli sono stati gli avvocati Francesco Stallone, Nelli Scilabra, Filippo Ficano e Filippo Gallina, dello studio P.MMS Legal, insieme a Giuseppe Mandalà, dello studio Simonelli & Mandalà – Avvocati del lavoro e dell’impresa.

Gli avvocati

Turni, direttive e controlli: gli elementi decisivi

Nella sentenza, il Tribunale ha richiamato l’orientamento della Cassazione secondo cui la denominazione formale del contratto non determina da sola la natura del rapporto. Occorre invece verificare le concrete modalità con cui le parti hanno svolto l’attività lavorativa.

Dall’istruttoria è emerso che i tre collaboratori non potevano organizzare autonomamente il proprio lavoro. L’Asp li inseriva in una struttura gerarchica, con turni programmati, controlli sulle presenze e direttive impartite dai responsabili.

Anche il contenuto dei contratti ha contribuito a chiarire il quadro. Gli accordi prevedevano infatti che i lavoratori svolgessero le proprie attività a favore dell’Ufficio commissariale dell’Area metropolitana di Palermo, impegnandosi a eseguire le disposizioni ricevute dall’Asp e dal commissario straordinario.

Secondo il Tribunale, questi elementi dimostrano l’esercizio del potere direttivo del datore di lavoro, caratteristica centrale del rapporto di lavoro subordinato ai sensi dell‘articolo 2094 del Codice civile.

La sentenza ha inoltre considerato l’attività svolta dai tre collaboratori dopo la chiusura dell’hub vaccinale. In quella fase, i lavoratori si sono occupati di mansioni amministrative e di accoglienza del pubblico, operando negli stessi uffici dei dipendenti dell’Asp, utilizzando strumenti aziendali e rispettando i medesimi turni.

Gli avvocati: «Riconosciuto il ruolo di chi ha garantito servizi essenziali»

Gli avvocati Francesco Stallone e Giuseppe Mandalà hanno espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando l’importanza del riconoscimento ottenuto dai tre lavoratori che hanno contribuito a garantire servizi essenziali durante l’emergenza sanitaria.

«Il Tribunale ha messo al centro la realtà del lavoro e chi ha garantito servizi essenziali nel momento più difficile del Paese si è visto riconoscere ciò che era: un lavoratore subordinato», hanno dichiarato i legali. La sentenza, hanno aggiunto, ha esaminato gli elementi presentati nei ricorsi e riconosciuto la piena prova dell’esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro.

L’avvocata Nelli Scilabra ha ribadito che l’azione legale puntava a dimostrare l’assenza di autonomia nell’organizzazione delle mansioni. «I lavoratori non organizzavano autonomamente la propria attività, ma operavano seguendo turni, indicazioni e controlli dell’Azienda, esattamente come i dipendenti», ha spiegato.

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