venerdì, 30 Ottobre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Studenti, agricoltori, pensionati e lavoratori sfilano per lo sciopero generale promosso dall'Usb

Palermo in piazza contro carovita e riarmo: in migliaia allo sciopero generale

Una marea di striscioni, bandiere e cartelli ha attraversato oggi il centro di Palermo. Circa cinquemila persone hanno partecipato al corteo dello sciopero generale nazionale contro il caro vita, il riarmo e i tagli alla sanità, promosso dall’Unione Sindacale di Base con l’adesione di altre sigle, tra cui Cobas e Cub.

Partito da piazza Politeama, il serpentone ha riunito volti molto diversi tra loro: studenti liceali e universitari accompagnati dai loro professori, agricoltori, autotrasportatori, pensionati e semplici cittadini. Sui cartelli, la protesta contro l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, degli affitti e delle bollette, accanto a quella contro le politiche di riarmo del governo. Molte le bandiere palestinesi. Tra gli slogan più visibili: «Reddito e salute per tutti, la crisi la paghino i ricchi».

Il percorso ha toccato il teatro Massimo, via Cavour, piazza XIII Vittime e via Crispi, per concludersi in piazzetta della Pace. Le forze dell’ordine hanno seguito la manifestazione e, almeno nelle prime ore, non si sono registrate tensioni.

«La manovra è insufficiente»

A dare voce alle ragioni dello sciopero è stato Luigi Del Prete, responsabile dell’Usb di Palermo. Il giudizio sulla legge di bilancio è netto: la manovra nazionale è, a suo dire, «totalmente insufficiente», incapace di rispondere ai bisogni del Paese e di chi lavora ogni mattina. Il sindacalista contesta le priorità di spesa: da una parte si continuano a destinare risorse agli armamenti, dall’altra l’istruzione pubblica riceve investimenti ridotti. Da qui la richiesta di una redistribuzione della ricchezza e di un cambio di rotta da parte dei governi nazionale e regionale, con istruzione, sanità e trasporto pubblico di nuovo al centro.

Precarietà giovanile e crisi dell’Isola

Sul fronte del lavoro locale è intervenuto Marco Militello, delegato della federazione del sociale Usb Palermo, che ha denunciato la condizione dei più giovani: a Palermo, ha detto, ci sono lavoratori pagati 2, 3 o 4 euro l’ora con finti contratti part-time o senza alcun contratto. Una precarietà quotidiana che Militello collega alle «logiche dell’escalation bellica».

Il sindacato ha infine rivolto un appello al governo regionale, citando alcuni dati: secondo l’Usb, l’80% degli istituti scolastici siciliani non sarebbe a norma, sanità e trasporti sarebbero interessati da processi di privatizzazione continua e il tasso di disoccupazione nell’Isola supererebbe il 30%.

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