«È un bravo ragazzo, lavorava e conduceva una vita normale». Grazia La Placa descrive così suo figlio Alessandro Pirrotta, il 31enne palermitano scomparso da Cruillas il 19 ottobre. Da quel giorno la famiglia non ha più sue notizie e la donna cerca di capire cosa possa essere successo.
«Quella mattina si è svegliato, si è preparato ed è andato a lavoro – racconta alla redazione del Quotidiano di Palermo -. A fine giornata mi ha chiamato per dirmi che, dopo il lavoro, sarebbe passato in ospedale per fare visita alla nipotina ricoverata. Ma in ospedale non è mai arrivato e da allora non è più tornato a casa, non ha più riposto a chiamate o messaggi».
Una vita tra lavoro, famiglia e amici
Alessandro lavorava in una casa di cura e stava completando il percorso per diventare Operatore socio sanitario. «Non esce spesso. Il sabato sera si ritrova in centro per una passeggiata con gli amici dei tempi del liceo, poi torna a casa per giocare con i nipotini. Quel giorno era lo stesso di sempre, niente poteva farmi immaginare un allontanamento improvviso».
Un passato non facile
«Mio figlio, anni fa, ha affrontato problemi legati alla dipendenza dalle droghe, ma aveva intrapreso un percorso con il supporto di professionisti ed era riuscito a disintossicarsi» – aggiunge la madre, la quale teme che questi vecchi fantasmi abbiano una correlazione con la scomparsa.
«Se ha problemi di droga, voglio saperlo – è il suo appello -. Abbiamo bambini in casa, non vorrei succedesse qualcosa e intervenissero gli assistenti sociali per toglierceli». Per questo distingue nettamente le due situazioni. Se Alessandro sta affrontando di nuovo una dipendenza, vuole prima capire cosa stia succedendo; «Se non ha problemi di questo tipo, lo invito a tornare a casa».
L’ipotesi della fidanzata e le segnalazioni
Nella vita di Alessandro c’è anche una ragazza che vive in Spagna. La madre ipotizza che il figlio possa aver deciso di raggiungerla, anche se al momento non ha elementi per confermare questa possibilità. «Non so se magari ha deciso di raggiungere la sua fidanzata in Spagna – racconta la donna a Qdp -. In quel caso poteva dircelo, mio figlio non è un bambino, ha 31 anni e se vuole andare a convivere lo avremmo accettato».
Gli avvistamenti a Palermo
Negli ultimi giorni alcune persone avrebbero riferito di averlo visto allo Zen o nella zona di San Lorenzo. «Non so chi possano aver visto, ma non è mio figlio» aggiunge disperata la signora La Placa.

Il cellulare
A darle speranza contribuisce anche il telefono del figlio, che in alcuni momenti risulta acceso, senza però permettere alla famiglia di ristabilire un contatto. «So che mio figlio è vivo, il suo telefono viene acceso e poi spento» – afferma.
È un giallo anche la bicicletta elettrica che Alessandro aveva comprato da poco e utilizzava per spostarsi. «Aveva preso lo stipendio e lo aveva utilizzato per comprarla, ma anche per fare il regalo ai miei nipoti. Ora non so che fine abbia fatto, se l’ha venduta o regalata – dice la donna -. Sappiamo che ha prelevato denaro dalla sua carta».
«Voglio solo sapere cosa è successo»
Dopo giorni di attesa, la richiesta di Grazia resta soprattutto una. «So che è vivo, voglio solo sapere cosa è successo, conoscere le ragioni dell’allontanamento e sapere che cosa sta vivendo mio figlio». Non avendo notato segnali particolari prima della scomparsa, la donna fatica a trovare una spiegazione a una decisione che, per quanto ne sa, è arrivata senza preavviso.
Il suo appello è rivolto direttamente ad Alessandro. «Voglio sapere dove si trova, perché non è tornato a casa e perché non risponde». La famiglia resta in attesa di notizie, nella speranza di poter chiarire quanto accaduto quel 19 ottobre. Se qualcuno dovesse avere notizie è pregato di mettersi in contatto con le forze dell’ordine.


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