mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Approvati otto articoli dopo nove ore di seduta. Opposizioni all’attacco, la maggioranza rivendica la compattezza

Manovrina, il centrodestra supera i voti segreti all’Ars

Il centrodestra supera indenne la prima giornata di votazioni sulla manovrina all’Assemblea regionale siciliana. Dieci voti segreti, otto articoli approvati e una maggioranza che, almeno per il momento, dimostra di avere ritrovato compattezza.

La seduta è stata preceduta da un confronto tra il governatore Renato Schifani e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, seguito da una riunione dei gruppi di centrodestra. L’obiettivo era serrare i ranghi in vista dell’esame di un provvedimento già ridimensionato dallo stralcio di 52 norme e ancora esposto al rischio di imboscate parlamentari.

Il risultato ha dato ragione alla strategia della maggioranza. A ogni scrutinio segreto, Pd, Movimento cinque stelle e Controcorrente sono rimasti tra i 20 e i 23 voti, senza riuscire a mettere in difficoltà il governo. Determinante anche l’assenza di Sud chiama Nord, rimasto alla finestra dopo il recente accordo con Fratelli d’Italia in vista delle elezioni politiche.

L’opposizione ha scelto la strada dell’ostruzionismo, intervenendo su ogni emendamento e su ogni articolo. Una tattica che ha rallentato notevolmente i lavori, ma che non ha prodotto risultati sul piano dei voti. La seduta è andata avanti per quasi nove ore, consentendo l’approvazione di appena otto articoli su un disegno di legge che, dopo gli stralci, vale circa 500 milioni di euro.

Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha più volte richiamato i deputati ai limiti previsti dal regolamento sugli interventi in Aula. L’opposizione, tuttavia, ha insistito nel contestare l’impianto della manovra e la scelta di inserire nelle variazioni di bilancio norme ritenute prive dei requisiti di urgenza.

Il Movimento cinque stelle e Controcorrente hanno accusato la maggioranza di essere tenuta insieme dai finanziamenti destinati ai singoli territori. Ismaele La Vardera ha parlato di interventi collegati ai collegi elettorali e ha sostenuto di essere stato avvicinato da esponenti del centrodestra. Il deputato ha annunciato di essere pronto a consegnare eventuali documenti alla Procura. Il Pd ha mantenuto una posizione più prudente, pur contestando duramente il metodo seguito dal governo.

Tra le norme approvate figurano nove milioni di euro per contribuire agli interessi sui mutui dei giovani che intendono acquistare la prima casa, dieci milioni per abbattere i tassi sui finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese e altri sei milioni per incrementare il plafond destinato alle aziende del commercio.

Via libera anche a nove milioni per l’abbattimento degli interessi sui prestiti al consumo, a 7,9 milioni per i Consorzi di bonifica di Palermo, Enna e Agrigento e a 18 milioni per la progettazione degli impianti del Piano regionale dei rifiuti nelle tre città metropolitane.

Approvati inoltre i finanziamenti per il settore agricolo e agroalimentare e due milioni complessivi destinati ad Aica e all’Ati di Agrigento. Le risorse serviranno, rispettivamente, a sostenere i maggiori costi per l’approvvigionamento idrico e a installare nuovi contatori per gli utenti.

Da Palazzo d’Orleans filtra soddisfazione per l’esito della seduta e apprezzamento per la compattezza dimostrata dalla maggioranza. Ma la partita non è ancora chiusa. Restano da esaminare numerose disposizioni e il clima politico continua a essere teso.

Il centrodestra ha superato il primo ostacolo, ma la tenuta dell’accordo dovrà essere verificata nei prossimi voti. Le opposizioni hanno già annunciato che continueranno a dare battaglia e la manovrina resta al centro di uno scontro nel quale ogni articolo può trasformarsi in un nuovo test per il governo Schifani.

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