Dopo giorni di disagi e con 1.192 bambini costretti a frequentare le lezioni lontano dalle proprie classi, il caso della legionella nei plessi dell’istituto comprensivo Publio Virgilio Marone-Tomaselli continua ad alimentare il dibattito politico a Palermo.
A intervenire è Carmelo Miceli, consigliere comunale e coordinatore regionale di Progetto Civico Italia, che punta il dito contro la gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione comunale. Secondo Miceli, il Comune e l’assessorato all’Istruzione sarebbero intervenuti con ritardo, nonostante la criticità fosse già nota nei giorni precedenti alla chiusura dei plessi.
«Lagalla e Tamajo sono arrivati tardi e con risposte improvvisate», sostiene il consigliere, che chiede al sindaco di assumersi la responsabilità della situazione e di rivolgere le proprie scuse alle famiglie. A pesare, secondo Miceli, non sarebbe soltanto la chiusura delle scuole, ma anche l’incertezza che ha accompagnato le decisioni e le spese impreviste sostenute dai genitori per far fronte all’emergenza.
La contaminazione idrica ha infatti costretto le istituzioni a individuare soluzioni alternative per consentire la ripresa delle attività didattiche. Gli alunni sono stati temporaneamente distribuiti in altri istituti, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione delle famiglie, sul lavoro dei docenti e sulla quotidianità degli studenti.
Di fronte a questa situazione, Miceli ha presentato un piano articolato in sei punti. L’obiettivo è affrontare l’emergenza con interventi immediati, garantire la sicurezza degli ambienti scolastici e assicurare la continuità delle lezioni fino alla completa risoluzione del problema.
Tra le richieste figurano controlli puntuali sugli impianti idrici, una comunicazione più chiara e tempestiva alle famiglie, il coordinamento tra Comune, Asp, scuole e soggetti gestori, oltre alla definizione di un cronoprogramma trasparente per le operazioni di bonifica e per la riapertura dei plessi.
Il consigliere chiede inoltre che ogni decisione venga assunta sulla base di dati certi e verificabili, evitando sia sottovalutazioni sia allarmismi. La priorità, sottolinea, deve essere quella di tutelare la salute degli alunni e del personale scolastico, restituendo alle famiglie informazioni precise sui rischi e sui tempi necessari per il ritorno alla normalità.
Miceli ha anche aperto un canale di ascolto rivolto a genitori e docenti delle scuole coinvolte, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni, disagi e proposte. «La scuola non può essere lasciata sola a gestire un’emergenza di questa portata», è il senso dell’iniziativa.
La vicenda resta dunque al centro dell’attenzione, mentre le famiglie attendono certezze sulla messa in sicurezza degli edifici, sulla conclusione delle verifiche e sulle modalità di rientro nelle sedi originarie. Per Miceli, l’emergenza legionella rappresenta anche un banco di prova per la capacità dell’amministrazione di intervenire con tempestività, trasparenza e piena assunzione di responsabilità.


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