martedì, 6 Ottobre 2026
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Il governatore reagisce alle parole di Minardo e annuncia valutazioni sul proprio futuro. Crisi senza precedenti nella maggioranza

Schifani evoca le dimissioni, terremoto nel centrodestra siciliano

PALERMO – La crisi che da settimane attraversa il centrodestra siciliano adesso rischia di investire direttamente Palazzo d’Orléans. Renato Schifani mette sul tavolo l’ipotesi delle dimissioni e trasforma lo scontro interno a Forza Italia in una questione che riguarda la tenuta stessa del governo regionale.

A innescare la reazione del presidente della Regione sono state le parole del commissario regionale azzurro Nino Minardo, che ha parlato apertamente della necessità di un «cambiamento», presentandolo non come una posizione personale ma come una richiesta maturata all’interno del partito dopo mesi di confronto.

Parole che Schifani non ha lasciato cadere. «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo», è il senso della posizione assunta dal governatore, che ha annunciato di stare valutando «con senso di responsabilità» le decisioni da prendere e di volerle comunicare a breve.

Una formula che, nel linguaggio della politica, apre scenari molto più ampi di un semplice chiarimento interno. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi estrema delle dimissioni del presidente e, con essa, la possibilità di una conclusione anticipata della legislatura regionale.

Lo scontro appare ancora più significativo perché arriva dall’interno di Forza Italia, il partito del governatore. Il confronto tra Schifani e Minardo era già entrato in una fase delicata nelle ultime ore. Una telefonata tra i due non sarebbe bastata a ricomporre le distanze emerse dopo la riunione dei vertici territoriali azzurri.

Minardo ha poi confermato pubblicamente la propria linea, sostenendo che la richiesta di cambiamento sarebbe il risultato di un percorso di ascolto condotto all’interno del partito. Una posizione difficilmente derubricabile, quindi, a semplice incomprensione personale.

Ed è proprio questo il nodo politico. Se la richiesta di discontinuità dovesse rappresentare realmente un orientamento maturato in una parte consistente di Forza Italia, Schifani si troverebbe davanti a una contestazione proveniente dalla sua stessa casa politica. Una situazione destinata inevitabilmente a riflettersi sugli equilibri dell’intera coalizione.

Le dichiarazioni del governatore hanno immediatamente acceso i telefoni tra Palermo e Roma. I vertici nazionali e regionali dei partiti di centrodestra hanno avviato interlocuzioni per comprendere la reale portata della crisi e soprattutto per evitare che lo scontro possa precipitare.

Una eventuale uscita di scena di Schifani, infatti, non avrebbe conseguenze soltanto siciliane. La Regione rappresenta uno degli equilibri politici più importanti del centrodestra nazionale e una crisi anticipata aprirebbe una complessa partita sulla futura candidatura alla presidenza, sui rapporti di forza tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega e sulla gestione della fase che precede le prossime scadenze elettorali.

L’ipotesi delle dimissioni può però essere letta anche come una mossa politica del governatore. Portare la crisi alle sue conseguenze estreme significa infatti chiamare l’intera maggioranza ad assumersi la responsabilità di un’eventuale rottura. Schifani, in sostanza, sembra chiedere ai suoi alleati e soprattutto a Forza Italia di chiarire se esistano ancora le condizioni politiche per proseguire la legislatura.

Una lettura che viene avanzata apertamente anche dall’opposizione. Il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale sostiene che le dimissioni non si annuncino ma si presentino e interpreta l’uscita del governatore come un tentativo di mettere pressione sulla maggioranza e sullo stesso partito azzurro.

Al di là delle strategie, resta però un dato politico difficilmente contestabile: il rapporto tra Schifani e una parte di Forza Italia è arrivato a un passaggio particolarmente delicato e una questione nata all’interno del partito del presidente è ormai diventata una crisi dell’intero centrodestra siciliano.

Le prossime ore saranno decisive. Da capire se l’ipotesi delle dimissioni resterà uno strumento di pressione per ricompattare la coalizione oppure se Palazzo d’Orléans si trovi davvero davanti alla crisi politica più grave dall’inizio della legislatura.

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