Tre testimoni hanno ricostruito davanti alla Corte d’assise di Palermo i momenti drammatici della notte tra il 26 e il 27 aprile dello scorso anno, quando una rissa scoppiata in via Benedetto D’Acquisto, nei pressi del bar 365 di Monreale, sfociò in una sparatoria costata la vita a tre giovani.
Nella notte della strage di Monreale, una serata di festa si trasformò in pochi istanti in una scena di violenza. Tavolini, sedie e bicchieri volarono tra le urla dei presenti, poi comparvero le pistole e partirono diversi colpi ad altezza d’uomo, seminando il panico tra le persone che si trovavano in strada.
Davanti alla Corte d’assise, presieduta da Angelo Pellino, siedono tre giovani dello Zen. Salvatore Caruso e Mattias Conti, entrambi di 20 anni, e Samuel Acquisto, 19 anni. La Procura contesta a tutti e tre il reato di strage, mentre a Caruso e Conti contesta anche la detenzione e il porto illegale di armi. Nella sparatoria morirono Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi di 25 anni, e Salvatore Turdo, 23 anni.
Nell’aula bunker del carcere Pagliarelli i giudici hanno ascoltato Umberto Dario Orecchio, Vito Murania e Mohamed Taeib Yanoubli, tre persone che quella notte si trovavano a poca distanza dal luogo dello scontro. Orecchio era all’interno del bar 365, Murania si trovava davanti a un negozio di souvenir e Yanoubli lavorava come barman nel locale.
Le testimonianze
Le loro testimonianze hanno restituito il quadro di una situazione precipitata rapidamente, anche se i tre non hanno fornito elementi sufficienti per stabilire con certezza chi abbia dato origine alla lite tra i giovani di Monreale e quelli arrivati da Palermo.
La discussione sarebbe nata per un motivo banale. Salvatore Turdo avrebbe contestato la velocità con cui Michele Acquisto percorreva via D’Acquisto a bordo del suo scooter. La situazione sarebbe poi degenerata dopo l’intervento del cugino di Samuel Acquisto, che avrebbe colpito con una testata Andrea Miceli, intervenuto nel tentativo di riportare la calma. Da quel momento la tensione sarebbe esplosa fino alla sparatoria.
Orecchio ha raccontato ai giudici di avere visto un ragazzo di bassa statura estrarre una pistola dalla tracolla e sparare otto colpi verso la folla. Murania ha invece descritto l’arrivo di una Bmw Gs e la scena avvenuta nei pressi del ristorante Bricco e Bracco. Il passeggero della moto, che indossava un giubbotto bianco, sarebbe sceso dal mezzo e avrebbe sparato contro una persona che cercava di proteggersi dietro una fioriera.
I pm Maurizio Bonaccorso e Luisa Vittoria Campanile attribuiscono ai tre imputati ruoli precisi nella dinamica della sparatoria. Due dei giovani avrebbero utilizzato le armi, mentre Samuel Acquisto avrebbe incitato uno di loro a sparare pronunciando la frase «Aggrizzaci supra» e avrebbe poi guidato la moto durante la fuga.
Prima dell’audizione dei testimoni oculari, la Corte aveva ascoltato anche due carabinieri intervenuti subito dopo la sparatoria. I militari hanno riferito sugli accertamenti eseguiti sul luogo dell’eccidio e sugli elementi raccolti nelle fasi immediatamente successive ai fatti. Il processo proseguirà il prossimo 5 ottobre. I tre imputati rischiano la condanna all’ergastolo.


