Il blocco degli autotrasportatori continua a pesare anche sui supermercati di Palermo. La protesta contro il caro carburante, avviata il 16 ottobre, rallenta le consegne e rende più difficile garantire il regolare rifornimento dei punti vendita. In alcuni negozi diminuisce la disponibilità soprattutto di frutta e verdura, mentre anche i reparti refrigerati risentono dei ritardi nelle forniture.
Lo stop dei camion coinvolge così non soltanto il settore dei trasporti, ma anche la grande distribuzione e i consumatori. Le aziende attendono indicazioni sui tempi di ripresa delle consegne, mentre le scorte disponibili devono fare fronte alle richieste dei clienti.

Ripartono le consegne di ortofrutta
Una prima apertura arriva dal Comitato trasportatori siciliani (Cts), che ha annunciato una ripresa parziale delle attività. Da questa mattina, infatti, i tir che trasportano prodotti ortofrutticoli hanno ripreso a circolare per consentire lo smaltimento delle merci ferme.
In questa fase, i mezzi viaggeranno soltanto via terra, attraversando lo Stretto di Messina. L’obiettivo è raggiungere i mercati di destinazione e liberare le celle frigorifere, evitando che i prodotti già raccolti si deteriorino.
«Si tratta di una misura di emergenza fondamentale, che permetterà finalmente di svuotare le celle frigorifere, sbloccando la merce già raccolta ed evitando così che tonnellate di prodotto d’eccellenza vadano al macero», spiegano dal Comitato.
La ripresa riguarda, al momento, soltanto il comparto ortofrutticolo. Per il ritorno alla piena operatività degli autotrasportatori serviranno ulteriori sviluppi sul fronte della trattativa con le istituzioni.




Schifani sente Salvini: domani un tavolo a Milano
Intanto, la Regione siciliana prova a favorire una soluzione alla vertenza. Il presidente Renato Schifani ha avuto un colloquio telefonico con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per discutere le ragioni della protesta e valutare possibili interventi.
Per domani è previsto a Milano un incontro istituzionale con la partecipazione degli autotrasportatori siciliani. Il confronto servirà ad affrontare le principali difficoltà del comparto e a individuare risposte alle richieste della categoria.
Schifani ha definito positivo il dialogo con il ministro, sottolineando la disponibilità di Salvini ad ascoltare le proposte avanzate. Il presidente ha inoltre assicurato l’impegno del governo regionale contro il caro carburante. Tra le possibili soluzioni figura lo stanziamento di risorse attraverso le variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.
Gli autotrasportatori, però, chiedono garanzie precise. Il Cts punta alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa che recepisca formalmente le rivendicazioni della categoria. L’apertura del tavolo istituzionale, da sola, non basta quindi a chiudere la mobilitazione.
«Siamo fiduciosi che il ministro accoglierà le nostre richieste, che riteniamo vitali per il futuro del comparto. Tuttavia, vogliamo chiarire fin da ora che, senza la sottoscrizione ufficiale di tutti i punti richiesti, non verrà revocato alcun fermo dei servizi», ribadiscono dal Comitato.





Autotrasporto, tir fermi anche a Carini
La protesta coinvolge anche Carini, dove decine di camion sostano nelle aree di parcheggio. Sui mezzi compare uno slogan che esprime la rabbia della categoria: «L’Italia è una Repubblica fondata sul… lavoro? Ora basta!».
Sulla situazione a Palermo è intervenuto il consigliere comunale Giovanni Gallina, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze economiche e sociali del blocco. «Le difficoltà che stanno affrontando le famiglie, gli agricoltori, i pescatori, i commercianti, le imprese e i lavoratori richiedono attenzione, responsabilità e risposte concrete», ha dichiarato.
Anche Anci Sicilia chiede un intervento urgente al governo nazionale e alla Regione. Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano sollecitano un taglio delle accise e una riduzione del prezzo del carburante alla pompa, almeno come misura temporanea in attesa di soluzioni strutturali.
Secondo i vertici dell’associazione dei Comuni siciliani, senza risposte rapide il blocco rischia di aggravare le difficoltà di un sistema produttivo già fragile, con ripercussioni su imprese, lavoratori e cittadini di Palermo.


Il Quotidiano di Palermo
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