Tre anni di attesa e il rischio di perdere ogni possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. È la situazione denunciata dal Coordinamento degli ex lavoratori del bacino Covid-19 di Palermo, che riunisce personale amministrativo e tecnico-informatico impiegato durante l’emergenza sanitaria.
Con un video-appello rivolto al Governo regionale e ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), i lavoratori chiedono una modifica urgente della normativa che, nella sua attuale formulazione, li esclude dalle possibilità di stabilizzazione.
Al centro della vertenza c’è l’articolo 24 della legge regionale 13/2026. La disposizione introduce un blocco delle assunzioni e limita la deroga al solo personale sanitario, senza includere le figure amministrative e tecniche.
Questa restrizione impedisce agli ex lavoratori Covid di Palermo di accedere ai percorsi di stabilizzazione previsti dalla normativa nazionale, con scadenza fissata al 31 dicembre 2026. In altre province siciliane, invece, le procedure hanno già preso il via.
Gli ex lavoratori ricordano il contributo offerto durante la pandemia, quando hanno garantito il funzionamento degli hub, delle Asp e delle aziende ospedaliere nei momenti più difficili dell’emergenza. Oggi chiedono alla politica di riconoscere quell’esperienza e di evitare che una distinzione normativa comprometta definitivamente le loro prospettive professionali.







«Comprendiamo le esigenze di bilancio»
«Comprendiamo le esigenze di bilancio – spiegano i rappresentanti del Coordinamento – ma questa formulazione toglie anche la sola speranza di potercela fare. È una profonda contraddizione, soprattutto oggi che la Sicilia deve far decollare la nuova sanità territoriale del PNRR, tra Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT) e digitalizzazione. Con quali risorse professionali si pensa di far funzionare queste strutture senza il personale amministrativo e informatico che ha già dimostrato il proprio valore sul campo?».
Il Coordinamento chiede quindi ai deputati dell’Ars un intervento urgente e condiviso per modificare l’articolo 24 e ampliare la deroga a tutto il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, comprese le figure amministrative e tecnico-informatiche.
«Non chiediamo corsie preferenziali – concludono – ma solo di non essere esclusi per cavilli normativi. La soluzione c’è ed è politica: chiediamo un gesto di giustizia e responsabilità per valorizzare chi ha servito la collettività nel momento del bisogno».


Il Quotidiano di Palermo
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