lunedì, 21 Settembre 2026
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Gli inquirenti dovranno capire se l'uomo abbia agito per difendersi legittimamente o se abbia voluto colpire per uccidere

Spara 10 colpi dal balcone e uccide il ladro: «Ho sbagliato, la mia vita è distrutta, farò la fine di Roggero»

Un camionista ha ucciso un uomo sparando dal balcone di casa, ed è indagato a piede libero per omicidio volontario. È il risultato di quanto avvenuto nella notte tra sabato 19 e domenica del 20 settembre a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo. Roberto Mollo, 35 anni, ha aperto il fuoco contro un gruppo di ladri che stava tentando di introdursi nel suo cascinale in ristrutturazione. Uno dei proiettili ha colpito Gjovalin Lazri, 36enne albanese residente a Torino, L’uomo è morto poco dopo nel cortile davanti alla casa. Ora la procura di Asti dovrà stabilire se si sia trattato di legittima difesa, di un incidente o di un gesto volontario.

Cosa dice Mollo

Il camionista avrebbe esploso dieci colpi dal balcone per bloccare una banda, composta, secondo il suo racconto, da quattro o cinque» persone. Che si sarebbe poi data alla fuga a piedi lasciando a terra il complice ferito. “Ho sbagliato, non dovevo sparare. Ma ero nel panico. E ora la mia vita è distrutta, ho paura di finire in carcere e fare la fine di Roggero”, avrebbe detto Roberto Mollo secondo il Corriere della Sera. Il trentacinquenne “è giù. Molto giù. Piange. Non fa altro che tormentarsi. Ho sbagliato, ripete, ho sbagliato”.

Simile al caso del gioielliere Mario Roggero

Il fratello, Giuseppe Mollo. ha detto: “Quando ha sentito che stavano forzando la porta ero molto spaventato. Ha reagito in preda al panico. Ha sparato nel buio, non si vedeva niente. Ma non doveva andare così». È inevitabile un parallelo con il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori a Grinzane Cavour.

Anche in questo caso gli inquirenti dovranno capire se Mollo abbia agito per difendersi legittimamente o se abbia voluto colpire per uccidere. Al momento è lui l’unico testimone in grado di ricostruire cosa sia accaduto nel cascinale. Perché i complici di Lazri sono svaniti nel nulla. Il camionista ha il porto d’armi, e la Beretta calibro 9 con la quale ha sparato è regolarmente denunciata. Ma non aveva comunicato ai carabinieri di averla spostata nel cascinale. Decisiva sarà l’autopsia disposta per oggi, lunedì 21 settembre, dalla procuratrice aggiunta di Asti, Laura Deodato, insieme a una consulenza balistica sulla traiettoria del proiettile.

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