Una donna che abita nei pressi dell’Ucciardone, come ogni mattina si è affacciata sul balcone della sua abitazione ed ha trovato un sacchetto con dentro 250 grammi di droga ed un cellulare. Evidentemente si trattava di materiale che doveva essere recapitato con un drone in una delle celle del penitenziario. E che, per un errore o un problema tecnico, era finito in indirizzo sbagliato.
Ovviamente la signora ha subito denunciato alla polizia il materiale rinvenuto nel suo balcone con la consegna sbagliata. Le forze dell’ordine hanno sequestrato lo smartphone, la droga, ed ha avviato le indagini.
Ma come funzionano queste consegne e quanto vengono pagate? Gli “ordini” arrivano durante i colloqui del detenuto, che, contemporaneamente, spiega come riconoscere la finestra della sua cella. Cioè quale segnale metterà per farsi individuare dal pilota del drone. Ogni consegna costa dai due ai tremila euro. Inutile dire che queste consegne con i droni sono una delle tante emergenze che he la polizia penitenziaria è costretta a fronteggiare


