giovedì, 3 Settembre 2026
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De Luca porta il caso all’Ars e chiede i dati sui tempi reali di visite ed esami in Sicilia

Liste d’attesa per esami diagnostici, M5S incalza Schifani: «Milioni spesi, ma sui risultati è buio»

Milioni di euro stanziati, piani straordinari annunciati, sistemi di prenotazione potenziati e nuovi strumenti di monitoraggio. Ma alla fine, quanto deve aspettare realmente un siciliano per ottenere una visita specialistica o sottoporsi a un esame diagnostico? È su questa domanda che il Movimento 5 Stelle apre un nuovo fronte contro il governo regionale guidato da Renato Schifani.

Il capogruppo pentastellato all’Assemblea regionale siciliana, Antonio De Luca, ha presentato un’interrogazione parlamentare con cui chiede alla Regione di mettere nero su bianco i tempi effettivi delle liste d’attesa nell’Isola e, soprattutto, di chiarire quale impatto abbiano avuto le misure adottate negli ultimi anni.

La richiesta è quella di produrre dati dettagliati, suddivisi per provincia, azienda sanitaria e ospedaliera e tipologia di prestazione. Numeri che permettano di confrontare la situazione attuale con quella precedente all’avvio dei piani straordinari e di verificare se gli investimenti abbiano realmente ridotto i tempi necessari per accedere alle cure.

Secondo De Luca, infatti, il problema non sarebbe la quantità di iniziative annunciate da Palazzo d’Orléans, ma la difficoltà di misurarne concretamente gli effetti sulla vita dei cittadini. Negli ultimi anni la Regione ha destinato decine di milioni di euro al contrasto delle liste d’attesa, intervenendo anche sul Sovracup e sui sistemi di monitoraggio. Resta però da capire quale sia stato il risultato finale.

Ed è proprio su questo terreno che l’opposizione prova a mettere in difficoltà il governo Schifani. Per il M5S non basta rendicontare le attività svolte o le somme stanziate: servono indicatori capaci di dire quanto tempo occorra oggi, rispetto a un anno o due anni fa, per ottenere una visita cardiologica, una risonanza magnetica, un’ecografia o qualsiasi altra prestazione specialistica.

Un problema che assume anche una forte dimensione sociale. Tempi troppo lunghi nel sistema sanitario pubblico finiscono infatti per spingere una parte dei pazienti verso le strutture private, con costi interamente a carico delle famiglie. Una possibilità che non tutti possono permettersi e che rischia di ampliare ulteriormente le differenze nell’accesso alle cure.

A rendere ancora più duro l’attacco dei Cinque Stelle sono i dati sul funzionamento del sistema sanitario regionale richiamati nell’interrogazione. Il quadro relativo alla Sicilia mostrerebbe criticità e, per alcuni indicatori, un peggioramento rispetto al primo semestre dell’anno precedente, mentre altre aree del Paese avrebbero registrato un andamento differente.

Da qui la richiesta di trasparenza rivolta direttamente al presidente della Regione. De Luca vuole conoscere non soltanto le iniziative messe in campo, ma il numero di giorni che oggi separano la prenotazione dall’erogazione delle singole prestazioni.

«Vogliamo i numeri e i tempi di attesa reali, non l’elenco delle attività svolte», sostiene il capogruppo del M5S, che considera paradossale l’assenza di un quadro pubblico e immediatamente leggibile dopo gli investimenti effettuati.

Il confronto sulle liste d’attesa si trasforma così nell’ennesimo terreno di scontro sulla sanità siciliana. Per il governo regionale la sfida è dimostrare che risorse e riorganizzazione stiano producendo effetti concreti. Per l’opposizione, invece, il punto è proprio l’assenza di numeri sufficientemente chiari per certificare il miglioramento.

E dietro la battaglia parlamentare resta la questione che interessa maggiormente i cittadini: sapere se, dopo milioni di euro spesi per ridurre le liste, oggi in Sicilia per ottenere una visita o un esame si aspetti davvero meno di prima.

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