sabato, 29 Agosto 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

L'associazione "iostoconlavvocatopolacco" contesta le verifiche ordinate dalla Procura per i Minorenni dopo il decesso della piccola Anna Rosa

Morte per difterite a Palermo, c’è un esposto: «Controlli vaccinali massicci? Illegittimi»

La drammatica scomparsa della piccola Annarosa Bartolotta, la bambina di quattro anni e mezzo deceduta a Palermo a causa della difterite, continua a far discutere non solo sul piano sanitario, ma anche sotto il profilo strettamente giuridico. L’apertura di un fascicolo civile sulla responsabilità genitoriale da parte della Procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna e i successivi accertamenti disposti nelle scuole della zona nord della città hanno infatti provocato la reazione formale del legale Edoardo Polacco, Presidente dell’associazione “iostoconlavvocatopolacco“.

Attraverso un esposto indirizzato al Ministro della Giustizia, al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, alla Procura di Palermo, all’Arma dei Carabinieri e al Garante della Privacy, l’avvocato contesta la legittimità dei controlli condotti nelle scuole materne ed elementari. Secondo il legale, la Procura Minorile non avrebbe alcun potere di disporre indagini massive o rivolte a una collettività indistinta di cittadini, potendo agire esclusivamente nell’ambito di accertamenti specifici incardinati nei confronti dei genitori coinvolti nel singolo procedimento civile.

Nel testo dell’esposto si sottolinea come l’acquisizione di documentazione sanitaria riguardante minori estranei alle indagini, in assenza di qualsiasi notifica formale ai rispettivi genitori, configuri una violazione delle norme processuali e del diritto alla difesa. L’iniziativa legale evidenzia inoltre una presunta interferenza con la normativa speciale sulle vaccinazioni prevista dalla Legge 119/2017, la quale disciplina la materia attraverso la gestione dell’Anagrafe vaccinale e prevede sanzioni di natura amministrativa.

Nel comunicato stampa a supporto della denuncia, l’associazione ribadisce che il trattamento e la raccolta di dati sanitari sensibili attraverso il personale scolastico rappresenterebbe un’evidente lesione della riservatezza dei minori, in contrasto con le indicazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali. Per tali ragioni, l’esposto ipotizza l’eventuale sussistenza di condotte lesive della libertà individuale e sollecita le autorità competenti a verificare la regolarità delle procedure adottate a tutela dei diritti costituzionali delle famiglie.

L’esposto integrale dell’avvocato Polacco

Il sottoscritto Avv. Edoardo Polacco […] espone quanto segue.

Tutti gli organi italiani di informazione hanno riportato la seguente notizia: “la Procura per i Minorenni di Palermo ha disposto una verifica urgentissima per le scuole elementari e materne della zona nord di Palermo per accertare se a scuola sono presenti minori non vaccinati”. (all.1)

Tale notizia già di per se desta scalpore giuridico perché priva di alcun presupposto normativo.

La Procura Minorile non avrebbe alcun potere di disporre indagini erga omnes ovvero massive, ma può disporre indagini sui soggetti per i quali ha aperto un fascicolo ai sensi dell’art. 473 bis.3 cpc: «Nell’esercizio dell’azione civile e al fine di adottare le relative determinazioni, il pubblico ministero può assumere informazioni, acquisire atti e svolgere accertamenti, anche avvalendosi della polizia giudiziaria e dei servizi sociali, sanitari e assistenziali.». E’ evidente e non interpretabile che nella fattispecie, l’acquisizione/sequestro di tale documentazione sanitaria sarebbe possibile solo ed esclusivamente nell’esercizio dell’azione civile e l’azione civile aperta dal PM è nei confronti dei genitori di Anna Rosa Bartolotta E non di altri cittadini di Palermo perché a nessun altro cittadino di Palermo è giunta alcuna notificazione in merito.

Il Decreto del PM (del quale i cittadini ignorano il contenuto diffuso evidentemente da chi ne è a conoscenza ai soli organi di informazione) inerisce dati sensibili ed è opponibile sia in ambito penale che civile, secondo quanto previsto sia dagli 257c.1 cpp sia dagli art.473 bis 2 cpc (“i poteri istruttori del Giudice devono essere esercitati nel rispetto del diritto della prova contraria”) e nel caso di specifici provvedimenti giudiziari emanati ex artt. 473 bis.23 e 24 cpc, questi possono essere reclamati dinanzi la Corte di Appello Minorile competente.

Se ne deduce che l’acquisizione/sequestro di documentazione sanitaria di singoli soggetti non individuati ma effettuata in maniera massiva in assenza di alcuna comunicazione/notificazione agli stessi che consenta quindi la legittimazione ad eventuali reclami, opposizioni, riesami possa essere considerata nulla/illegittima/illegale.

Quindi dal punto di vista processuale sia civile che penale si evidenziano le mancate notificazione del provvedimento del PM a tutti i genitori delle scuole elementari e materne di Palermo e quindi la conseguente nullità del Decreto in oggetto.

Si evidenzia pertanto difetto di pertinenza riferito a dati relativi a minori estranei al procedimento individuale, essendo incardinato davanti la Procura Minorile di Palermo il procedimento riferito alla presunta responsabilità genitoriale della famiglia della bambina deceduta.

Tale Decreto sembrerebbe interferire gravemente con la disciplina amministrativa speciale sulle vaccinazioni, legge 119/2017 e l’Anagrafe vaccinale che prevedono già specifiche procedure per il controllo degli adempimenti vaccinali scolastici e nei confronti degli inadempienti prevede una specifica sanzione amministrativa pecuniaria, che va dai 100 ai 500 euro.

Ciononostante, denunciano numerosi utenti che sia gli organi di informazione sia alcuni pediatri, sia istituti scolastici ed altri, fomentano una azione di “minaccia per lo meno psicologica” rifacendosi ai decreti di sospensione della potestà genitoriale recentemente balzata alla cronaca della “famiglia del bosco”.

Infine è da aggiungere che il Garante per la protezione dei dati personali ha esaminato proprio la disciplina dell’Anagrafe vaccinale più volte e nel 2024 ha chiarito che “il regime di accesso ai dati dell’Anagrafe nazionale vaccini è regolato da specifiche disposizioni e che l’accesso è attribuito a determinati soggetti istituzionali e per determinate finalità” e l’elenco di minori con dati riservati, elaborato, per forza di cose, attraverso sistemi informatici utilizzati da personale scolastico, rappresenterebbe una gravissima violazione delle normative vigenti.

Questo quadro gravissimo di possibile svolgimento di azioni ascrivibili ad ignoti per i reati previsti dall’art.610 c.p. (violenza privata), ovvero di minacce previste dall’art. 612 c.p., ovvero per altri reati ravvisabili, ci obbliga a depositare il presente esposto affinchè le Autorità in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, possano svolgere le attività di indagine previste dalla legge a tutela dei diritti costituzionali dei cittadini italiani.

Il Presidente Prof. Avv. Edoardo Polacco

19.3 C
Palermo

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