La Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze della morte della bambina di 4 anni deceduta all’ospedale Civico dopo una diagnosi di difterite. Il caso, già al centro dell’attenzione, entra ora nella fase degli accertamenti giudiziari.
L’ospedale Civico ha segnalato la vicenda alla Procura. Gli inquirenti hanno acquisito le cartelle cliniche della piccola e intendono ricostruire il percorso sanitario seguito dalla bambina, dai primi sintomi fino al trasferimento e al successivo decesso.
La Procura disporrà inoltre l’autopsia. I medici legali dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico esamineranno il corpo della bambina per fornire ulteriori elementi utili a chiarire le cause della morte e verificare il quadro clinico.
La pediatra aveva chiesto il ricovero per sospetta difterite
Un elemento che emerge nelle ultime ore riguarda il ruolo della pediatra che seguiva la bambina. La professionista aveva riconosciuto elementi compatibili con una possibile difterite e aveva invitato i genitori a portare la figlia in ospedale.
La piccola era arrivata per la prima volta all’ospedale Cervello il 13 agosto. Due giorni dopo, il 15 agosto, era tornata in ospedale. Successivamente i sanitari avevano disposto il trasferimento all’Ospedale dei Bambini, dove le condizioni della bambina si sono aggravate fino al tragico epilogo.
Gli accertamenti della Procura dovranno ora ricostruire ogni passaggio della vicenda, anche alla luce delle informazioni contenute nella documentazione sanitaria.
L’allarme della Società italiana di igiene
Sul caso è intervenuta anche la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – Sezione Sicilia, che ha espresso vicinanza alla famiglia e ha richiamato l’attenzione sulla prevenzione vaccinale.
«In attesa che gli accertamenti in corso chiariscano definitivamente le cause del decesso, la S.It.I. Sicilia manifesta la propria vicinanza alla famiglia e richiama l’attenzione sull’importanza fondamentale della prevenzione vaccinale e del rispetto dei tempi previsti dal calendario vaccinale».
«La difterite è una malattia infettiva grave e potenzialmente letale, oggi divenuta molto rara nel nostro Paese proprio grazie alle vaccinazioni – si legge in una nota -. L’assenza di casi non deve però farci dimenticare che queste malattie possono tornare a rappresentare una minaccia quando diminuiscono le coperture vaccinali o si creano gruppi di popolazione non adeguatamente immunizzati. Vaccinare nei tempi previsti significa proteggere bambini e adulti nel momento corretto, evitando di lasciare finestre di suscettibilità potenzialmente pericolose».
«Mantenere alte coperture vaccinali significa inoltre tutelare l’intera comunità e, in particolare, le persone più fragili. Qualora venissero confermate la diagnosi di difterite e la mancata vaccinazione della bambina, ci troveremmo di fronte al drammatico manifestarsi di una malattia prevenibile» concludono.



