lunedì, 10 Agosto 2026
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Nuova Mobilità attacca sulle tariffe, Schifani e Aricò assicurano l’impegno del governo per evitare stangate a residenti e pendolari

Isole minori, allarme rincari traghetti: la Regione prova a fermare gli aumenti

Torna a salire la tensione sul costo dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane. L’ipotesi di un nuovo aumento delle tariffe dei traghetti ha riacceso lo scontro politico e spinto il governo regionale a intervenire, con il presidente Renato Schifani e l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò che assicurano un’azione per scongiurare l’ennesima stangata a carico di residenti, pendolari e operatori economici.

A sollevare il caso è Nuova Mobilità, che giudica inaccettabile qualsiasi ulteriore rincaro sui collegamenti con gli arcipelaghi siciliani e chiede alla Regione di intervenire immediatamente. Il timore è che l’aumento dei costi possa tradursi in biglietti più cari proprio su tratte considerate essenziali per chi vive stabilmente nelle isole e non dispone di reali alternative di trasporto.

La questione investe direttamente la continuità territoriale e, più in generale, il diritto alla mobilità di migliaia di siciliani. Per chi vive nelle isole minori il traghetto non è infatti un servizio occasionale, ma una necessità quotidiana per raggiungere scuole, ospedali, uffici e luoghi di lavoro.

Da Palazzo d’Orléans arriva la rassicurazione del presidente della Regione. Schifani ha ribadito che il governo è impegnato per evitare che l’aumento dei costi del servizio si scarichi sugli utenti, aprendo un confronto finalizzato a individuare una soluzione che consenta di mantenere sostenibili le tariffe.

Sulla stessa linea l’assessore Aricò, secondo cui gli uffici regionali sono già al lavoro per verificare gli strumenti disponibili e scongiurare l’aumento tariffario. L’obiettivo dichiarato è evitare che gli equilibri economici delle società di navigazione finiscano per tradursi in nuovi sacrifici per cittadini e imprese.

Il dossier è particolarmente delicato anche alla luce dei precedenti. Già nell’aprile del 2025 il rischio di un aumento delle tariffe sui collegamenti tra la Sicilia e le isole minori era stato affrontato attraverso un confronto istituzionale con il ministero delle Infrastrutture. In quell’occasione era stato raggiunto un accordo per evitare i rincari e anticipare la revisione della convenzione relativa ai servizi marittimi.

A distanza di poco più di un anno, però, il problema torna a riproporsi, segnale di una fragilità strutturale che continua a pesare sul sistema dei trasporti insulari.

La partita non riguarda soltanto il prezzo dei biglietti. Un aumento delle tariffe avrebbe infatti un effetto a cascata sul costo della vita nelle isole, dove già oggi famiglie e imprese devono fare i conti con maggiori spese per l’approvvigionamento delle merci e per gli spostamenti.

Da qui la pressione sul governo regionale affinché la risposta non si limiti a una soluzione tampone. Le forze politiche che stanno sollevando il caso chiedono un intervento capace di garantire stabilità nel tempo e di evitare che il problema torni ciclicamente ogni volta che cambiano i costi di gestione dei collegamenti.

Schifani e Aricò, dal canto loro, rivendicano l’impegno dell’esecutivo e assicurano che il confronto è già in corso. La priorità resta quella di tutelare residenti e pendolari, senza compromettere la continuità dei servizi.

Adesso il nodo sarà capire attraverso quali strumenti la Regione riuscirà a neutralizzare i rincari e soprattutto se sarà possibile individuare una soluzione strutturale.

Perché per le isole minori la questione dei traghetti va ben oltre il semplice prezzo di un biglietto: riguarda la possibilità di restare connessi con il resto della Sicilia senza trasformare ogni viaggio in un costo sempre più difficile da sostenere.

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