Una vita dedicata alle due ruote, tra officina, competizioni, preparazioni e spettacolari esibizioni. Palermo perde Santo Mancuso, morto all’età di 86 anni. Nel mondo delle moto siciliano aveva costruito negli anni una reputazione da vero «re dei centauri palermitani». Unendo talento tecnico, passione per le corse e una grande abilità alla guida.
Mancuso entra nel mondo della meccanica giovanissimo. A soli 16 anni apre la sua prima officina e comincia a distinguersi non soltanto per la capacità di riparare le moto, ma anche per il lavoro di preparazione dei mezzi destinati alle prestazioni sportive. Alla competenza tecnica affianca infatti quella di pilota, sviluppando negli anni una conoscenza completa delle motociclette.
A Palermo diventa presto un personaggio conosciuto anche grazie alle sue esibizioni. Tra gli episodi più celebri resta la discesa di Valdesi, a Mondello, affrontata in piedi sulla sella della sua moto. Un’impresa che contribuisce ad alimentare la sua fama tra gli appassionati delle due ruote.
Un altro episodio entrato nella memoria degli amanti delle moto riguarda il bar Roney di via Libertà, storico punto di ritrovo della città. Mancuso arriva davanti al locale in sella alla sua moto, accompagnato da altri motociclisti, dando vita a una scena che ancora oggi molti ricordano quando raccontano le imprese del «mago» delle due ruote.
Negli anni Settanta arriva una nuova fase della sua carriera. La crescente presenza delle motociclette giapponesi sul mercato italiano spinge Mancuso a studiarne caratteristiche, motori e possibilità di elaborazione. La sua esperienza lo porta così a diventare un punto di riferimento per numerosi motociclisti siciliani interessati alle competizioni e alla ricerca delle migliori prestazioni.
Da questa attività nasce la Santo Mancuso Racing, realtà con cui diverse moto affrontano le competizioni sui circuiti italiani. Nel corso degli anni Mancuso segue numerosi piloti siciliani, mettendo a disposizione la propria esperienza nella preparazione dei mezzi.
Tra loro figura anche Marco Maltacesare, originario di Casteltermini, protagonista di importanti risultati nelle gare nazionali e capace di confrontarsi con alcuni dei nomi più conosciuti del motociclismo italiano dell’epoca, tra cui Giancarlo Falappa.
La passione per le moto porta Mancuso anche sul grande schermo. Tra gli anni Settanta e Ottanta lavora infatti come stuntman motociclistico in diverse produzioni cinematografiche, partecipando alle scene d’azione e collaborando anche con Vittorio Gassman.
Per intere generazioni di appassionati, però, il cuore della sua storia resta la sua officina. Per anni quel luogo diventa un punto di riferimento per i motociclisti palermitani. Uno spazio dove si mettevano a punto le moto, si preparavano i mezzi per le gare e si discuteva di motori e competizioni. Intorno a Mancuso si crea così una comunità di appassionati, legata non soltanto alle motociclette ma anche a rapporti di amicizia destinati a durare nel tempo.
Con la scomparsa di Santo Mancuso, Palermo saluta una delle figure più riconoscibili della sua storia motociclistica. Meccanico, pilota, preparatore e stuntman, Mancuso ha attraversato decenni di sport e cultura delle due ruote, lasciando un ricordo legato alle sue imprese, alla sua officina e alla passione che ha trasformato in un vero stile di vita. I funerali si terranno domani, lunedì 10 agosto, alle 10.30, nella chiesa di Santa Lucia, in via Enrico Albanese 2, a Palermo.



