La fuga è durata diversi giorni, ma alla fine la Squadra Mobile ha rintracciato Salvatore Drago Ferrante a Bovalino, nella Locride. Il 62enne di Bagheria era evaso il 17 luglio dal carcere piemontese sfruttando il regime di semilibertà e aveva fatto perdere le proprie tracce dopo essersi allontanato dall’istituto penitenziario.
Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Asti, hanno seguito diverse piste prima di concentrare le ricerche in Calabria. Drago Ferrante aveva raggiunto la Locride e, nel tentativo di rendersi meno riconoscibile, aveva anche cambiato il proprio aspetto. Si era tinto i capelli di biondo.
La Questura di Asti aveva avviato una ricerca su scala nazionale subito dopo la sua scomparsa. Gli investigatori avevano valutato anche la possibilità che l’uomo fosse tornato in Sicilia, soprattutto nella zona di Bagheria, suo comune di origine. Le verifiche successive hanno però portato gli agenti fino a Bovalino, dove hanno intensificato i controlli.
Per diversi giorni gli investigatori hanno osservato alcuni luoghi frequentati abitualmente dalla popolazione, tra cui market, tabaccherie e farmacie. Proprio durante uno degli appostamenti gli agenti hanno riconosciuto il 62enne. Alla vista della polizia, l’uomo avrebbe tentato di allontanarsi, ma gli agenti lo hanno bloccato in pochi istanti e lo hanno accompagnato nuovamente in carcere.
Il nome di Drago Ferrante era già comparso in diverse inchieste sul traffico internazionale di droga. Nel corso delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia, gli investigatori avevano ricostruito presunti legami con ambienti criminali siciliani e una vicinanza alla cosca di Brancaccio, nel periodo in cui il gruppo faceva riferimento a Giuseppe Guttadauro.
Le attività investigative avevano inoltre fatto emergere presunti rapporti con grossisti sudamericani e un’organizzazione dedita all’importazione di cocaina dal Sud America. La rete avrebbe coinvolto anche Argentina e Bolivia e utilizzato corrieri e diversi scali europei, tra cui Amsterdam.
Per queste vicende Drago Ferrante ha ricevuto una condanna a 21 anni di carcere per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. La Questura di Asti indica in 34 anni, dal 1988, il periodo complessivo trascorso dall’uomo in carcere. La lunga detenzione aveva portato all’applicazione del regime di semilibertà.
Dopo l’evasione, però, la sua posizione è cambiata. Durante le ricerche la Procura generale di Palermo ha emesso un nuovo ordine di carcerazione, relativo a una pena residua di 3 anni e 9 mesi. Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha inoltre revocato i benefici della misura alternativa.
Con la cattura a Bovalino si chiude così la fuga iniziata il 17 luglio. Gli investigatori continuano ora a ricostruire le circostanze dell’allontanamento e gli spostamenti compiuti dal 62enne durante i giorni trascorsi lontano dal carcere.



