Paradossale. Basta qualche goccia d’acqua per trasformare una divisa nuova di zecca in un foglio di carta che si sfilaccia al primo tocco. È quanto emerge da una clamorosa denuncia diffusa attraverso un video girato a Roma da Costantino Saporito, rappresentante sindacale della Uilpa Vigili del Fuoco, che ha aperto un fronte polemico sulla qualità e sulla sicurezza del materiale fornito al personale di soccorso.
Nel filmato diventato virale sui social, il sindacalista mostra una polo d’ordinanza ancora sigillata nella sua confezione trasparente originale, completa di codice di identificazione. A capo asciutto, il tessuto sembra rispondere normalmente alle sollecitazioni e alla trazione, apparendo integro e resistente. La situazione cambia radicalmente non appena sulla stoffa viene versata una piccola quantità d’acqua da una bottiglietta: la trama cede all’istante e il materiale si disintegra senza che venga applicata alcuna forza particolare, lacerandosi fino a dividere la maglia in due parti.
La facilità con cui il capo si strappa a contatto con il bagnato è incredibile, per un corpo che interviene quotidianamente in contesti ad alto rischio dove l’acqua rappresenta un elemento costante e inevitabile. Resta ora da chiarire se l’episodio sia imputabile solo ad una partita di produzione compromessa o a un difetto sistemico nelle procedure di verifica e collaudo delle forniture.
Di fronte a un simile cedimento strutturale dei materiali, la Uilpa Vigili del Fuoco ha richiesto verifiche immediate e approfondite lungo l’intera catena di distribuzione, sollecitando controlli rigorosi sui lotti consegnati e sulla trasparenza dei collaudi prima che questi indumenti finiscano per essere utilizzati nelle operazioni di soccorso sul campo.
Stessi problemi a Palermo
Un altro video circola in rete. A girarlo un vigile del fuoco di Palermo. Anche in questo caso la prova acqua non è stata superata. La polo è stata bagnata e strappata come fosse carta.



