martedì, 21 Luglio 2026
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Le bambine avrebbero subito 74 episodi di violenza fisica. Arrestati i genitori

Orrore in famiglia a Palermo: schiaffi, calci, pugni e umiliazioni alle figlie minorenni

I Carabinieri della stazione Palermo Oreto hanno fermato una coppia di coniugi palermitani, una donna di 35 anni e un uomo di 47, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere con l’accusa di violenza e maltrattamenti in famiglia ai danni delle loro cinque figlie minorenni.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo insieme alla Procura per i Minorenni, ha preso forma tra febbraio e giugno 2026 dopo un grave episodio avvenuto all’interno della scuola frequentata da una delle bambine.

Davanti al personale scolastico e ai Carabinieri intervenuti sul posto, la madre avrebbe insultato e minacciato la figlia, arrivando anche a tentare di aggredirla. Da quell’episodio gli investigatori hanno avviato una serie di accertamenti che hanno fatto emergere un quadro di continue violenze e soprusi.

Le bambine avrebbero subito 74 episodi di violenza fisica. Schiaffi, calci e pugni avrebbero segnato la loro quotidianità, insieme ad aggressioni commesse anche con utensili da cucina.

Oltre alle violenze fisiche, le cinque sorelle avrebbero vissuto in un clima costante di paura, fatto di offese, umiliazioni, insulti e minacce. Un ambiente familiare che, secondo gli investigatori, avrebbe compromesso profondamente la loro serenità.

Gli elementi raccolti durante le indagini hanno convinto l’autorità giudiziaria a disporre la misura cautelare più severa per impedire nuovi episodi e garantire la sicurezza delle minori.

Dopo l’arresto, la coppia è stata trasferita nel carcere “Lorusso-Pagliarelli” di Palermo. Le cinque bambine, invece, hanno lasciato l’abitazione familiare e hanno trovato accoglienza in una comunità protetta, dove potranno ricevere assistenza psicologica e il necessario sostegno.

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