La crisi del commercio di prossimità continua a colpire l’Italia. Non riguarda più soltanto i piccoli comuni o le aree interne, ma interessa sempre più anche le grandi città. Per invertire questa tendenza, Confesercenti ha dato il via a una raccolta di 50 mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a rilanciare negozi e servizi di vicinato.
Al centro della proposta c’è l’istituzione delle ZES di prossimità, aree con fiscalità agevolata dedicate alle piccole attività commerciali, pensate per favorire nuovi investimenti e contrastare la progressiva scomparsa dei negozi di quartiere.
Anche Confesercenti Palermo sostiene l’iniziativa. L’associazione ha presentato il progetto durante una seduta della Sesta Commissione del Consiglio comunale di Palermo, presieduta da Ottavio Zacco. La delegazione, composta dalla presidente Francesca Costa, dal direttore Salvo Basile e dal vicepresidente vicario Massimo Mangano, ha illustrato le principali misure previste dalla proposta di legge.
I dati confermano la gravità della situazione. Negli ultimi dieci anni hanno abbassato definitivamente la saracinesca oltre 140 mila negozi di vicinato. Oggi, per ogni nuova attività che apre, tre chiudono. Inoltre, più di 4,5 milioni di italiani vivono in comuni senza un negozio di alimentari, mentre un comune su otto non dispone più dei servizi commerciali essenziali.
Parallelamente continua a crescere l’e-commerce. Ogni giorno i corrieri consegnano circa 3,5 milioni di pacchi, per un totale vicino al miliardo di spedizioni all’anno. Secondo le stime di Confesercenti, questa evoluzione sottrae circa 25 miliardi di euro di ricavi al commercio e ai servizi di prossimità, con effetti negativi sull’economia locale e sulla vitalità dei centri urbani.


La presidente di Confesercenti Palermo, Francesca Costa
«Il commercio di vicinato rappresenta molto più di un comparto economico – afferma la presidente di Confesercenti Palermo, Francesca Costa –. Costituisce un’infrastruttura sociale che garantisce servizi, sicurezza, relazioni e qualità della vita. Insieme a turismo e servizi, il settore occupa oltre 4,5 milioni di persone e contribuisce in modo determinante alla ricchezza dei territori e alle entrate fiscali dello Stato».
La proposta di legge prevede un pacchetto di interventi che comprende agevolazioni fiscali, semplificazioni burocratiche, incentivi agli investimenti, percorsi di formazione, sostegno all’innovazione e un fondo da 600 milioni di euro, previsto per il 2026, destinato alla rigenerazione urbana del commercio.
Il direttore di Confesercenti Palermo, Salvo Basile
«Per la prima volta una riforma così ampia nasce dai territori con l’obiettivo di arrivare in Parlamento – sottolinea il direttore di Confesercenti Palermo, Salvo Basile –. Per raggiungere questo traguardo servono 50 mila firme. Chiediamo il sostegno di cittadini, imprese e istituzioni perché difendere il commercio di prossimità significa tutelare il futuro delle città, dei quartieri e delle comunità che li animano ogni giorno».



