martedì, 14 Luglio 2026
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Il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, insieme allo studio legale Giordano & Partners, ha presentato un ricorso alla Cedu

Mondello, presentato ricorso alla Corte europea: «La spiaggia è di tutti»

La battaglia per aprire la spiaggia di Mondello arriva davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, insieme allo studio legale Giordano & Partners, ha presentato un ricorso alla Cedu per contestare l’attuale sistema di concessioni del litorale palermitano.

L’iniziativa rappresenta l’ultimo passo di una campagna iniziata nell’estate del 2025, quando La Vardera portò all’attenzione pubblica il tema dell’accessibilità alla spiaggia. Successivamente il deputato ha coinvolto l’avvocato Stefano Giordano, specializzato nei ricorsi davanti alla Corte di Strasburgo, per dare alla vicenda una dimensione europea.

«Ho contattato l’avvocato Giordano perché il suo studio segue proprio questo tipo di ricorsi. Da quella telefonata è nata la convinzione che fosse necessario portare la questione a un livello superiore. La spiaggia appartiene a tutti e rappresenta un diritto di ogni cittadino. Quando mi ha proposto di ricorrere alla Cedu ho condiviso subito questa scelta» afferma La Vardera.

Insieme al movimento Controcorrente hanno aderito al ricorso anche Sonia Alfano, Filippo Occhipinti, Igor Gelarda, Giulia Argiroffi e Simona Bonomo, che hanno sottoscritto l’azione legale depositata presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Secondo i ricorrenti, l’attuale gestione del litorale di Mondello mantiene un assetto di fatto monopolistico. La Vardera punta il dito contro il sistema delle concessioni, mentre Giordano evidenzia come «le concessioni demaniali continuino a ricevere proroghe senza procedure pubbliche e senza confronti competitivi, in contrasto con le direttive europee che escludono i rinnovi automatici».

«Mondello appartiene a tutti – sottolinea Giordano -. Il diritto europeo non deve rimanere confinato nei manuali universitari, ma deve offrire strumenti concreti per tutelare le persone e le comunità locali. Questo ricorso vuole dimostrare che la Convenzione europea costituisce una leva capace di correggere quelle distorsioni e quegli oligopoli che la giustizia interna non è riuscita a superare».

L’azione legale non prende di mira un singolo operatore economico. I promotori chiedono invece alle istituzioni di garantire il diritto dei cittadini ad accedere liberamente al mare, considerato un bene comune. Se la Corte europea dovesse accogliere il ricorso, l’eventuale condanna riguarderebbe lo Stato italiano.

«Prima ancora che da palermitano d’adozione, parlo da avvocato convinto che il diritto europeo debba servire ai cittadini – aggiunge Giordano -. Mettere la nostra esperienza davanti alla Corte di Strasburgo al servizio di questa battaglia civile rappresenta il modo più autentico di esercitare la professione».

Il ricorso sviluppa quattro punti principali. Lo studio legale sostiene innanzitutto che un bene pubblico come il litorale non possa rimanere nella disponibilità esclusiva di un monopolio privato. Inoltre evidenzia come le limitazioni all’accesso incidano sulla qualità della vita, sul benessere e sulle relazioni sociali dei cittadini.

Infine richiama il principio di uguaglianza, sostenendo che l’attuale sistema favorisca un unico operatore economico a discapito sia dei cittadini sia degli altri soggetti che potrebbero concorrere per le concessioni.

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