Voci dal ritiro precampionato del Palermo. A parlare in conferenza stampa è toccato a Tommaso Cassandro, difensore prelevato dal Como ma che nelle ultime due stagioni ha militato nel Catanzaro.
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“Sapevo benissimo dell’ambiente che c’era a Palermo. L’abbiamo percepito nel corso della partita di playoff, 35.000 spettatori che spingevano tanto (la semifinale playoff 25/26, n.d.r.). Si vedono pochi stadi così in giro: fortunatamente quest’anno i tifosi saranno dalla mia parte. L’obiettivo è quello di tornare in Serie A.”
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“Il mio ruolo? Noi giocatori” – ha proseguito Cassandro – “dobbiamo adattarci alle esigenze del mister. Braccetto o terzino non cambia nulla: mi farò trovare pronto e darò il mio contributo alla squadra. La competizione è doverosa, aiuta a migliorare i singoli ed il collettivo. In questa rosa c’è battaglia: Inzaghi sceglierà sempre al meglio ed ognuno di noi farà il massimo per mettere in difficoltà l’allenatore.”
“Avevo conosciuto Bani a Bologna e ne avevo un bellissimo ricordo. Sono felice di averlo come compagno. È un leader che sa trascinare i compagni. Ho fatto qualche chiamata prima di accettare Palermo” – ha confessato l’ex Catanzaro – “e tutti mi hanno parlato benissimo dei tifosi, dell’ambiente, della società. È stata una scelta facile.”
“In carriera la gioia più grande è stata la vittoria del campionato con il Como e l’esordio in A con il Lecce”, ha detto Cassandro. “Momenti negativi? Bisogna essere sempre ottimisti, ma se proprio devo dire qualcosa sicuramente non aver fatto più presenze in massima serie.”
“Cosa ci chiede il mister? Inzaghi sta cambiando il modulo rispetto all’anno scorso. Vuole aggressività, linea alta, spregiudicatezza nell’affrontare l’avversario. Stiamo immagazzinando i suoi concetti per farci trovare pronti per l’inizio del campionato.”


