La transizione tecnologica del Festino di Santa Rosalia, votata all’unanimità dal Consiglio comunale di Palermo dopo una mozione del consigliere PD Carmelo Miceli, incassa il primo netto “altolà” politico. A sollevare lo scudo in difesa della tradizione secolare sono il Presidente della II Circoscrizione, Giuseppe Federico, e il Vice Presidente Giacomo Viscuso. In una nota congiunta, esprimono una posizione ferma: la tecnologia non può e non deve rimpiazzare il valore simbolico dei fuochi d’artificio.
Il significato barocco del miracolo: molto più di uno show
Per Federico e Viscuso, ridurre lo spettacolo pirotecnico sul Foro Italico a un semplice elemento scenico scambiabile con una flotta di droni è un errore di lettura storica. I fuochi, introdotti nel XVII secolo come espressione del barocco, racchiudono la narrazione stessa del miracolo della “Santuzza”.
La nota della seconda Circoscrizione
“Il Festino rappresenta per Palermo un momento identitario profondo, atteso con trepidazione da tutta la città. Nel corso degli anni, intere amministrazioni sono state valutate anche sulla riuscita di questo evento, e per molti palermitani il giudizio si è spesso concentrato sulla parte finale: i fuochi d’artificio.
È bene ricordare che i fuochi d’artificio, introdotti nel Festino già nel XVII secolo come spettacolo barocco di luce, diventano così la rappresentazione scenica del miracolo: la luce che squarcia il buio, il boato che rompe il silenzio del dolore, il cielo che si illumina e la città che rinasce dopo la peste del 1624.
Una tradizione che si svolge una sola volta l’anno e che possiede un valore simbolico, storico e culturale non sostituibile dalla tecnologia.
Pur condividendo pienamente la necessità di tutelare l’ambiente e il benessere animale – tema che ci sta profondamente a cuore – riteniamo che eliminare gradualmente i fuochi del Festino significherebbe cancellare un patrimonio identitario che appartiene alla città e alla sua storia. La tradizione non può essere ridotta a un semplice elemento scenico, né può essere sostituita senza considerare il suo significato per la comunità palermitana.
Se l’obiettivo è realmente quello di proteggere l’ambiente e gli animali, chiediamo che il consiglio comunale intervenga con decisione su ciò che accade quotidianamente nei quartieri, dove botti e fuochi d’artificio vengono esplosi in maniera incontrollata, causando disturbo, pericolo.
È lì che serve un’azione concreta, non sulla tradizione più simbolica e rappresentativa della nostra città”.


