lunedì, 6 Luglio 2026
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L'assassino si è rifiutato di rispondere alle domande dei PM. Il gip ha confermato l'arresto

Vile omicidio e tentata strage in via Sampolo: la vittima era un soggetto fragile

Francesco Cusumano dovrà rispondere davanti ai giudici di omicidio e probabilmente anche di tentata strage. Ha colpito con la lama di un coltello da cucina il suo inquilino, Francesco Spataro, al collo. La vittima era scappata sul pianerottolo, inseguita dall’assassino. Ma non ha fatto in tempo a trovare riparo.

Un vile delitto

Il 53enne, tra l’altro, era una persona invalida. Poco tempo fa aveva subito un delicato intervento di stomia intestinale e gli era stata riconosciuta una pensione di invalidità con la quale viveva dopo aver perso il lavoro al call center Almaviva. Un soggetto fragile, colpito con un fendente mortale. Da stabilire se Cusumano ha agito per impeto o se avesse premeditato tale epilogo. Appare una coincidenza quantomeno strana che il delitto sia maturato durante l’assenza del terzo inquilino che si era assentato per fare la spesa.

Continue liti

Ciò che è certo, è che tra i tre inquilini che abitavano in quella casa al secondo piano di via Sampolo ci fossero screzi. A testimoniarlo i residenti del civico 486. La portinaia avrebbe raccontato agli investigatori che Cusumano, 38 anni, si lamentasse perché gli venivano negati gli spazi comuni, tipo la cucina o la doccia. Liti di cui il padrone di casa, un ingegnere di circa 90 anni, sarebbe stato messo al corrente nei giorni precedenti al delitto.

Che ci fosse agitazione in quell’appartamento era noto anche agli altri condomini, ma nessuno si sarebbe aspettato un tale epilogo. Intorno alle 11,30 di ieri, domenica 5 luglio, la tranquillità del palazzo è stata squarciata dalle urla di Spataro. Una scena raccapricciante, testimoniata da una donna che abita al terzo piano. L’uomo è morto in pochi minuti per emorragia, colpito alla vena del collo. Un taglio che ha reciso la giugulare e probabilmente anche la carotide. L’intervento dei sanitari del 118 è stato inutile, il 53enne era già morto al loro arrivo.

Tentata strage in via Sampolo

Un’altra accusa che pende sulla testa di Cusumano e che verrà sicuramente contestata dall’accusa, è la tentata strage. È stato provvidenziale, in tal senso, l’intervento tempestivo dei tecnici di Amg che hanno chiuso il gas nel palazzo. Il 38enne, infatti, dopo il delitto si era chiuso in casa e aveva aperto i rubinetti del piano cucina. Probabilmente per farla finita. Ma il suo gesto senza l’intervento dei tecnici avrebbe potuto causare un’esplosione, mettendo a forte rischio l’incolumità degli abitanti dell’edificio.

Francesco Cusumano via Sampolo
L’assassino, Francesco Cusumano, viene portato via dai carabinieri

Sono servite quasi sei ore ai negoziatori per convincere Cusumano ad arrendersi. Chiuso nell’appartamento del secondo piano si rifiutava di aprire la porta. Ad un certo punto si era temuto anche il peggio, perché l’uomo non rispondeva più. Intorno alle 18 la resa: l’assassino ha aperto la porta e si è consegnato ai militari. Caricato su un’auto dei carabinieri posteggiata davanti al civico 486 e protetto dalle forze dell’ordine per evitare linciaggi, Cusumano è stato portato in caserma in stato di fermo. Stamani il Gip ha convalidato l’arresto, dopo che il 38enne non ha risposto alle domande del PM.

Cordoglio per Francesco Spataro

È il momento delle indagini ma anche del dolore e del cordoglio. Chi conosceva Spataro lo descrive come una persona estremamente buona: “Un amico, un fratello – scrive sui social Maurizio Spoto -. Non so cosa sia successo ma so per certo che se giustizia esiste deve essere fatta”.

A fargli eco è un utente che si firma “Shark Drive“: “Ci sentivamo spesso – scrive – anche la sera prima della sua scomparsa su whatsapp. Speravamo di riuscire a vederci presto. Non mi aveva parlato del nuovo inquilino. Mi dispiace profondamente – continua – di non essere riuscito a stargli vicino negli ultimi tempi. Ha affrontato tante difficoltà, anche di salute, ma aveva una forza incredibile. Il suo ricordo – conclude Shark Drive – rimarrà per sempre con me”.

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