Finalmente, è proprio il caso di dirlo, è stato rimosso il cantiere tra via Ernesto Basile e Corso Tukory, un’area in cui i lavori erano terminati già da tempo ma che continuava inspiegabilmente a rimanere occupata, creando disagi alla viabilità.

La rimozione definitiva delle transenne mette fine a un lunghissimo calvario urbano, una ferita nel tessuto viario di Palermo che per anni ha esasperato residenti e pendolari. Le barriere protettive, che originariamente delimitavano l’area degli scavi per il collettore fognario all’altezza di via Lodato, erano diventate ormai parte integrante e degradante del paesaggio quotidiano. Per anni, questo asse di collegamento nevralgico per l’università, i poli ospedalieri e l’accesso al centro storico, è rimasto pesantemente strozzato, costringendo la cittadinanza a code estenuanti e manovre pericolose.
Un cantiere che ha rappresentato l’ennesimo paradosso della gestione infrastrutturale cittadina e delle lungaggini, a volte incomprensibili, dei cantieri. Nel 2024 il gruppo facebook Associazione Comitati Civici esultava perché dopo ben quattordici mesi di lavori si intravedeva la stesura della pece da parte degli operai. Un’illusione, perché l’asfalto fresco aveva invece inaugurato una lunghissima fase di totale immobilismo durata oltre 720 giorni. E di conseguenti e continue proteste e segnalazioni

Per più di due anni dalla conclusione formale degli interventi strutturali è rimasto tutto fermo, congelato e inattivo, con una recinzione fantasma a tutela del nulla. Ieri, 1 luglio 2026, il miracolo: il tappo è stato tolto, la strada è stata nuovamente asfaltata e l’importante carreggiata è stata restituita alle auto e alla cittadinanza.


