venerdì, 3 Luglio 2026
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Al via gli sconti nell'Isola con una previsione di spesa di 170 euro a famiglia. Ma Confcommercio denuncia crisi del comparto

Sicilia, da domani i saldi estivi, la Confcommercio: “Boccata d’ossigeno, ma servono interventi strutturali”

Partono domani anche in Sicilia i saldi estivi, che si protrarranno fino al 15 settembre. In base alle stime elaborate sui dati nazionali di Confcommercio e tenendo conto del diverso potere d’acquisto delle famiglie siciliane, nell’Isola si prevede una spesa media di circa 170 euro per famiglia (75 euro pro capite), per un volume complessivo di acquisti di circa 350 milioni di euro.

“L’avvio dei saldi rappresenta un appuntamento fondamentale per il commercio e per l’economia delle nostre città – commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale di Federmoda Italia –. Questo periodo può rappresentare una piccola ma importante boccata d’ossigeno per tante imprese che arrivano a questo appuntamento dopo mesi estremamente difficili e offrirà ai consumatori l’opportunità di acquistare prodotti di qualità a prezzi particolarmente convenienti”.

“I saldi – aggiunge Di Dio – rappresentano anche un’occasione per riscoprire il valore dell’acquisto consapevole. Scegliere un capo di qualità, affidarsi ai negozi di fiducia, ricevere consulenza, assistenza e trasparenza significa non soltanto fare un acquisto migliore, ma sostenere le imprese di prossimità che ogni giorno mantengono vivi i nostri centri urbani, creano occupazione e garantiscono un importante presidio sociale”.

La presidente di Confcommercio Palermo richiama però l’attenzione sulla situazione del comparto.

Non possiamo illuderci che i saldi siano sufficienti a invertire una crisi che dura ormai da anni. Il commercio di prossimità e il settore moda stanno vivendo una delle fasi più difficili della loro storia, con una contrazione dei consumi senza precedenti soprattutto per i piccoli negozi di vicinato che hanno bisogno di ripensarsi e trovare nuove formule ed evidenziare la loro identità specifica per essere attrattivi. Inoltre Federmoda e Confcommercio chiedono misure concrete e tempestive a sostegno delle imprese del comparto”.

“Il fatto che in Sicilia la spesa media prevista sia inferiore a quella nazionale – conclude la presidente – non è soltanto un dato statistico, ma il riflesso di un potere d’acquisto più debole. È un’ulteriore conferma della necessità di sostenere i consumi e di adottare misure che rafforzino il reddito delle famiglie e la competitività delle imprese commerciali. Occorre intervenire subito: servono politiche strutturali capaci di restituire fiducia alle imprese e vitalità ai nostri centri cittadini”.

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