PALERMO – Santa Rosalia continua a reinventarsi e a parlare il linguaggio del presente. Lo fa attraverso “Estasi”, il nuovo murale realizzato da Igor Scalisi Palminteri nel quartiere Villaggio Santa Rosalia, un’opera monumentale che mette in dialogo la Patrona di Palermo con una delle artiste più influenti della scena musicale internazionale: la cantautrice catalana Rosalía.
L’opera si inserisce nel percorso artistico che da anni vede Scalisi Palminteri trasformare i muri della città in grandi tele urbane capaci di raccontare Palermo, le sue contraddizioni, le sue tradizioni e le sue continue trasformazioni. In questo caso, il volto scelto dall’artista è quello di Rosalía, figura che negli ultimi anni ha saputo intrecciare musica contemporanea, tradizione popolare e ricerca identitaria, diventando un simbolo di emancipazione e libertà espressiva.

La scelta non è casuale. La cantante spagnola aveva già reso omaggio alla patrona di Palermo con il brano “Focu Ranni”, interpretato in dialetto siciliano e ispirato alla storia di Santa Rosalia. Un legame che oggi trova una nuova forma visiva sulle pareti del quartiere che porta il nome della Santuzza.

«A Palermo l’immagine di Santa Rosalia attraversa il tempo, cambia significato e si trasforma insieme alla città», spiega Scalisi Palminteri. «È una presenza che appartiene alla dimensione religiosa, ma anche a quella popolare, culturale e persino affettiva. Ancora di più oggi accompagna le lotte per l’emancipazione delle donne in una società che le vuole ancora asservite».
Nel murale la figura di Rosalía assume così una dimensione che va oltre la semplice rappresentazione artistica. Diventa un ponte tra epoche, culture e linguaggi differenti, incarnando quel sincretismo che, secondo l’artista, caratterizza da sempre la storia di Palermo. «Nel suo percorso artistico riconosco una forma di sincretismo che ritrovo anche nella storia della città: una continua contaminazione di linguaggi, culture e identità differenti», sottolinea l’artista.











L’opera colpisce per la sua forte componente simbolica. Il fondo dorato richiama la tradizione dell’iconografia sacra e il misticismo delle immagini religiose, mentre i dettagli decorativi si ispirano alle luminarie del Festino, elemento profondamente radicato nella devozione popolare palermitana. Sacro e profano, contemporaneità e tradizione si fondono così in un’unica immagine.
Il titolo, “Estasi”, nasce da un verso di “Focu Ranni”: «Mi jittaiu nta lu nenti pi nun pèrdiri a libbirta’», ovvero “mi sono gettata nel vuoto per non perdere la libertà”. Una frase che, nelle intenzioni dell’artista, racchiude il significato più profondo dell’opera. «Ritrovo in quel verso una tensione che appartiene tanto alla ricerca artistica di Rosalía quanto alla figura di Santa Rosalia: l’idea di un attraversamento, di una trasformazione necessaria per continuare a coltivare la propria libertà».
Il murale si aggiunge così alla galleria di opere pubbliche che negli anni hanno contribuito a ridefinire il volto di Palermo, trasformando i quartieri in luoghi di racconto e memoria condivisa. Con “Estasi”, Scalisi Palminteri propone una nuova riflessione sul ruolo delle immagini nella contemporaneità, restituendo alla Santuzza una dimensione universale e moderna, capace di parlare alle nuove generazioni attraverso il volto di una artista del nostro tempo.
Credits foto e video: VediPalermo.


