Percorrendo il rinnovato lungomare di via Barcarello, a Palermo, si registra una situazione che solleva forti critiche sullo stato di salute del verde pubblico recentemente messo a dimora. A denunciarlo è Giovanni Moncada, presidente dell’Associazione Comitati Civici Palermo, che punta il dito contro la mancata manutenzione delle palme piantate lungo il marciapiede e in prossimità della scogliera.
Secondo Moncada, lo scenario che si presenta oggi è quello di un progressivo deterioramento delle piante, con conseguenze che, a suo avviso, erano ampiamente prevedibili e prevenibili. Nel suo intervento, il presidente non usa mezzi termini e descrive così la situazione: “Una delusione enorme si prova, percorrendo il rifatto e meraviglioso lungomare di via Barcarello, vedere morire tutte le Chamaerops humilis (palma nana) messe a dimora lungo il marciapiede e in parte in prossimità della scogliera”.
Il riferimento è alle Chamaerops humilis cerifera, palme nane che, sottolinea Moncada, necessitano di cure precise soprattutto nella fase iniziale di attecchimento. La mancata irrigazione e l’assenza di un adeguato piano di manutenzione sarebbero, secondo la sua ricostruzione, la causa principale del deperimento delle piante.

“Le Chamaerops humilis cerifera hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente e abbondantemente appena messe a dimora. Durante il primo anno di impianto le radici devono ancora stabilirsi nel terreno e necessitano di umidità costante per attecchire”.
Nel suo intervento, Moncada richiama anche le responsabilità delle amministrazioni locali nella gestione del verde urbano, sottolineando come la cura del patrimonio vegetale cittadino non possa essere trascurata senza conseguenze. “Le Amministrazioni locali hanno l’obbligo di tutelare il verde urbano, prevenendo l’essiccamento e intervenendo per tempo, poiché la gestione delle piante cittadine ricade direttamente sotto la loro responsabilità di custodia”.

Infine, il presidente dell’associazione evidenzia come l’eventuale abbandono o mancata manutenzione si traduca, a suo giudizio, in un danno economico e collettivo per la cittadinanza. “La mancata manutenzione o l’abbandono delle piante configurano una grave deficienza, e per questo spreco e danno al patrimonio collettivo a pagare sono i Cittadini”


