Proseguono gli accertamenti della polizia sull’omicidio di Pietro De Luca, il 68enne trovato senza vita all’interno di un casolare in via Buonpensiero, zona Villaggio Santa Rosalia.
Nella notte si è presentato in questura un sedicenne che avrebbe ammesso di essere coinvolto nella vicenda. Secondo quanto riferito agli investigatori, il ragazzo avrebbe reagito a un presunto approccio sessuale dell’uomo, che già conosceva. La discussione sarebbe in seguito degenerata, e il giovane avrebbe colpito per tre volte l’anziano alla testa con un oggetto contundente, probabilmente un tubo di ferro.
Si sospetta che il tubo sia stato portato nel casolare dal ragazzo stesso: questo smentirebbe l’ipotesi che si sia difeso da una molestia. La sua versione è ora al centro delle verifiche della squadra mobile, coordinate dalla procuratrice per il Tribunale dei minorenni, Claudia Caramanna. La presunta arma del delitto è stata invece sequestrata e sottoposta a rilievi.
Tra gli elementi al vaglio c’è anche un messaggio inviato dal cellulare della vittima alla moglie, che getta un dubbio sull’orario effettivo dell’omicidio. Questo potrebbe essere stato inviato quando De Luca era già deceduto da diverse ore.
Per tutta la mattinata gli agenti hanno eseguito sopralluoghi nel casolare e nell’area circostante, alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini. Sono stati ascoltati anche familiari e persone vicine alla vittima, ma la probabile assenza di telecamere di videosorveglianza complica le indagini.
La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale del Policlinico, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e fornire indicazioni utili a definire con maggiore precisione tempi e modalità dell’omicidio.

