venerdì, 13 Marzo 2026
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Parole dure per chi gli ha rovinato la vita e vicinanza nei confronti di Daniela Zinnanti e di Lorena Quaranta

Altro femminicidio a Messina: la lettera della famiglia di Sara Campanella

Una lettera dalla famiglia di Sara Campanella ai parenti di Daniela Zinnanti, la cinquantenne uccisa a Messina lunedì dall’ex compagno. L’uomo, che al momento della violenza era agli arresti domiciliari, ha confessato l’omicidio durante un interrogatorio in carcere. Nella lettera viene espresso tutto il loro dolore e la vicinanza anche alla famiglia di un’altra vittima di violenza, Lorena Quaranta.

“Vi scriviamo con le mani che tremano e il cuore a pezzi, perché il dolore ha devastato la nostra esistenza. Siamo la famiglia di Sara Campanella, e oggi il nostro grido si unisce al vostro in un abbraccio disperato. In questo buio infinito, vogliamo ricordare anche Lorena Quaranta, un’altra figlia strappata alla vita da una violenza che non trova giustificazione alcuna. Per noi, la vita è finita il giorno in cui Sara ci è stata portata via. Non è rimasto nulla, se non un’esistenza distrutta e il vuoto incolmabile di una stanza rimasta vuota” – scrivono. Una famiglia distrutta che con la rabbia nel cuore trova la forza di unirsi al dolore di un’altra famiglia spezzata.

“Siamo ancora immersi in una società che, purtroppo, non conosce il vero rispetto per le donne e che continua a fallire nel proteggerle – continua la lettera – . Bisogna fare prevenzione vera, e questa deve partire innanzitutto dai genitori: sono loro che devono, sin da quando i figli sono piccoli, abituarli ad accettare un «no», a comprendere che l’amore non è possesso e a rispettare profondamente le donne. È così che si crescono maschi veri, uomini che non diventano carnefici”. Un appello alla società che permette ancora alle donne di morire per mano di chi dovrebbe amarle.

sara campanella fiori messina
Il luogo dell’omicidio di Sara

Nella accorata missiva, i familiari di Sara non risparmiano parole dure contro chi ha rovinato loro la vita: “Non vogliamo più sentire parlare di sconti o di percorsi di riabilitazione per questi assassini: per chi distrugge vite con questa ferocia serve una giustizia che non lasci scampo. Serve l’ergastolo ostativo a vita, senza benefici, senza sconti, perché il loro fine pena non arriverà mai, esattamente come non finirà mai il nostro ergastolo di dolore. Sara, Lorena e Daniela sono state condannate da uomini che credevano di possederle, e noi siamo stati condannati insieme a loro a una vita di sola disperazione”.

“Vi siamo vicini – concludono -. Ci stringiamo con forza alla città di Messina, ancora una volta ferita nel profondo e costretta a sopportare tragedie strazianti. Con tutto il nostro dolore e la nostra vicinanza”.

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