Dopo tre anni Palermo torna a fare affidamento sulle scorte di sangue provenienti da fuori regione. L’arrivo di 175 unità dall’Emilia-Romagna riporta al centro dell’attenzione il tema delle donazioni e delle difficoltà del sistema sanitario. Nello stesso momento, l’ospedale Villa Sofia-Cervello registra ritardi di circa 48 ore nelle trasfusioni destinate ai pazienti talassemici, mentre il pronto soccorso dell’ospedale Civico affronta un sovraffollamento che supera il 200% e una grave carenza di personale infermieristico.
Il Centro regionale sangue ha disposto in settimana cinque spedizioni da Bologna, per un totale di 175 unità. Si tratta del primo approvvigionamento extraregionale dopo tre anni. La misura serve a garantire la continuità delle trasfusioni, soprattutto ai pazienti affetti da talassemia, che rappresentano una delle categorie più esposte alla diminuzione delle scorte.
A Palermo vivono circa 300 persone con talassemia e ciascuna necessita mediamente di due trasfusioni al mese. Proprio a Villa Sofia-Cervello i pazienti hanno dovuto attendere fino a 48 ore prima di ricevere il trattamento. Nel complesso, i pazienti talassemici assorbono circa il 23% del sangue trasfuso in Sicilia, pari a circa 46 mila unità ogni anno.
Maria Luisa Ventura, direttrice del Centro regionale sangue, assicura «Negli ultimi anni non era stato necessario ricorrere a un approvvigionamento extra regionale. Il calo delle donazioni potrebbe essere legato alle ultime ondate di calore, ma la situazione è già rientrata ed è sotto controllo».
Per incrementare le donazioni, la Regione ha istituito tre giornate commemorative dedicate a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino. L’iniziativa ha prodotto risultati significativi. La prima giornata del 2026, organizzata il 23 maggio, ha raccolto 1.174 donazioni, oltre 500 in più rispetto all’edizione del 2025. Il Centro regionale sangue rilancia adesso l’appello ai cittadini e invita tutti a partecipare alla prossima giornata di donazione, fissata per il 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio.
Parallelamente, il sindacato Nursind denuncia una situazione sempre più critica al pronto soccorso del Civico. Ogni giorno la struttura ospita oltre cento pazienti contemporaneamente e registra un sovraffollamento che sfiora o supera il 200%. Mancherebbero infatti 23 infermieri. Inoltre, il rientro alla Seus di dieci operatori socio-sanitari, insieme alla mancata sostituzione di altre due unità, ha aggravato ulteriormente le difficoltà organizzative.
Il segretario aziendale del Nursind, Giampiero Buglisi, avverte «Con queste carenze di infermieri e operatori sociosanitari non si garantisce il minimo assistenziale né la sicurezza delle cure».
Anche Aurelio Guerriero, segretario provinciale del sindacato, chiede un intervento immediato. «Servono assunzioni straordinarie di infermieri e operatori socio-sanitari, anche in deroga alla dotazione organica e ai limiti previsti per i tetti di spesa» conclude.


