lunedì, 22 Giugno 2026
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Richiesta anche la collaborazione dello stato francese per accertare i fatti

Strage Ustica, appello di sei parlamentari a Meloni: “No all’archiviazione”

In vista del 46esimo anniversario della Strage di Ustica, che sarà sabato 27 giugno, sei deputati hanno scritto una lettera alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nella tragedia persero la vita 81 persone a bordo del DC9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo.

Nel documento, hanno ripreso le due richieste formulate ufficialmente dall’Associazione familiari delle vittime di Ustica: opporsi all’archiviazione del procedimento e chiedere collaborazione al governo francese.

La lettera è stata firmata da Andrea De Maria e Walter Verini (PD), Marco Pellegrini (5 Stelle), Ilaria Cucchisorella di Stefano(Avs), Ivan Scalfarotto (IV) e Marco Lombardo (Azione).

Il no all’archiviazione

La prima richiesta riguarda il procedimento aperto presso il Tribunale di Roma. I firmatari chiedono infatti al Governo di sostenere, attraverso l’Avvocatura dello Stato, la prosecuzione delle indagini e di opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura.

«Aggiungiamo la nostra voce di parlamentari a quella della Presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti, per sostenere le richieste formulate dalla stessa al Governo.

La prima è quella di sostenere in giudizio, presso il Tribunale di Roma e attraverso l’Avvocatura dello Stato, di non archiviare il procedimento e proseguire le indagini, proprio nell’interesse del Paese.

Come lei saprà, la Procura di Roma è arrivata alla conclusione di richiedere l’archiviazione, che riteniamo inaccettabile. Il motivo risiede proprio nelle motivazioni addotte dalla Procura per sostenere la richiesta e ricordate da Daria Bonfietti: non è possibile ottenere la collaborazione di Stati e Governi alleati – Francia in primis – per le rogatorie tese a individuare i responsabili della operazione aerea francese e americana che si svolse quella sera sul cielo di Ustica, con velivoli collegati alla base di Grazzanise e seguiti dalle centrali operative NATO».

L’ipotesi dell’operazione aerea

Nel documento viene inoltre richiamata la ricostruzione secondo cui quella notte sarebbe stata condotta un’operazione militare nei cieli italiani.

«È inoltre documentata la presenza della portaerei francese Foch nelle acque di Napoli. Siamo di fronte a una vera e propria azione di guerra, in violazione della sovranità nazionale, che ha coinvolto il DC9 Itavia che da Bologna portava a Palermo ottantuno persone, tutte precipitate con l’aereo e morte in mare.

Va aggiunto, Presidente, che questa inchiesta della magistratura si avviò nel 2008, in seguito a dichiarazioni del Presidente Emerito Cossiga che individuò in un aereo francese il responsabile dell’abbattimento del DC9».

La richiesta di collaborazione alla Francia

La seconda richiesta è invece rivolta direttamente alla presidente del Consiglio in vista del prossimo incontro bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron.

«Lei, tra qualche giorno, avrà un importante vertice bilaterale con il Presidente francese Macron e le chiediamo di farsi interprete di quanto chiesto dall’Associazione: mettere a disposizione della Magistratura italiana quanto in possesso dello Stato francese per accertare la verità sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980. Se lo meritano i familiari delle vittime, se lo merita il Paese».

I parlamentari ricordano inoltre il lungo percorso portato avanti dall’Associazione dei familiari delle vittime e da numerose realtà della società civile.

«Va detto inoltre Presidente Meloni, che questa battaglia dura da decenni, grazie a Daria Bonfietti e all’Associazione, grazie al contributo del giornalismo d’inchiesta a partire da quello di Andrea Purgatori che per primo squarciò il “muro di gomma”, grazie alle istituzioni regionali e locali, grazie a tanti soggetti, personalità e associazioni come Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Libera, Articolo 21».

Infine, i firmatari ricordano i tentativi compiuti negli anni dai diversi governi italiani per ottenere collaborazione internazionale sull’accertamento dei fatti.

«Va ricordato infine, Presidente, che dopo i primi, fondamentali passi avviati in questa direzione nel 1997 dal Presidente Prodi e dal Vicepresidente Veltroni, passi che tuttavia poterono giungere solo fino a un certo punto con l’acquisizione dei tracciati NATO, anche successivi Governi, Presidenti e Ministri si adoperarono non riuscendo però ad ottenere risultati decisivi con i rappresentanti dei Governi alleati.

Ora può esserci una nuova occasione, fondamentale per ottenere verità e giustizia sulla strage di Ustica».

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