sabato, 25 Maggio 2024

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Strage di Ustica, vertice a Roma dopo le dichiarazioni di Amato

PoliticaStrage di Ustica, vertice a Roma dopo le dichiarazioni di Amato

Saranno presenti il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Michele Prestipino e il pm Erminio Amelio

Previsto un vertice in Procura a Roma che dovrebbe tenersi la prossima settimana con l’obiettivo di fare il punto sull’inchiesta sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980, anche alla luce delle dichiarazioni di Giuliano Amato. Parteciperanno il procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Michele Prestipino e il pm Erminio Amelio. A caldo la premier Giorgia Meloni aveva invitato Amato a mettere a disposizione della magistratura e del parlamento eventuali elementi, oltre alle deduzioni. Le parole di Amato su Ustica – come ha detto Giorgia Meloni – sono importanti e meritano attenzione anche se si tratta di personali deduzioni.

Amato, in un’intervista a La Repubblica, aveva detto che il Dc9 dell’Itavia precipitato vicino a Ustica il 27 giugno 1980 è stato abbattuto da un missile francese con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. L’intento era quello di eliminare il leader libico Gheddafi, che doveva attraversare gli spazi aerei italiani a bordo di un Mig della sua aviazione. Secondo Amato il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro Gheddafi: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario. Gheddafi fu avvertito del pericolo, a quanto pare da Bettino Craxi, e non salì sul suo aereo.

Il missile sganciato contro il Mig libico finì per colpire il Dc9 dell’Itavia che si inabissò con dentro ottantuno innocenti. Si tratta della riproposizione di una tesi già esposta dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 2008. Nonostante ciò l’argomento è tornato di attualità, creando non poco fermento nel mondo politico e mettendo in difficoltà il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei suoi rapporti diplomatici con la Francia.

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