La Corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di Altavilla Milicia, il massacro avvenuto nel febbraio 2024 all’interno della villetta della famiglia Barreca, costato la vita ad Antonella Salamone e ai figli Kevin ed Emmanuel di 16 e 5 anni.
Dopo una lunga camera di consiglio, i giudici hanno accolto integralmente l’impianto accusatorio della Procura di Termini Imerese, andando addirittura oltre le richieste formulate nei confronti di Giovanni Barreca. Per l’ex muratore, infatti, i pubblici ministeri avevano chiesto una condanna a 30 anni di reclusione in considerazione della seminfermità mentale riconosciuta nel corso del procedimento. Per Sabrina Fina e Massimo Carandente, invece, era stato richiesto il carcere a vita. La Corte ha deciso di infliggere l’ergastolo a tutti e tre gli imputati. La sentenza prevede inoltre il risarcimento delle parti civili, con una liquidazione complessiva superiore al milione di euro.

Secondo la ricostruzione accolta dall’accusa, Antonella Salamone e i due figli furono sottoposti a violenze e torture durante una serie di deliranti riti religiosi ed esorcismi che avrebbero dovuto liberare le vittime dalla presenza del demonio.
Le indagini ricostruirono un contesto di fanatismo religioso culminato in giorni di sevizie. Particolarmente atroci furono le torture inflitte al piccolo Emmanuel, mentre il corpo di Antonella Salamone venne successivamente dato alle fiamme.
Ergastolo pure per Barreca
Uno degli aspetti più discussi del processo ha riguardato proprio la posizione di Giovanni Barreca. Pur essendo stata riconosciuta una condizione di seminfermità mentale, i giudici non hanno ritenuto che ciò fosse sufficiente a escludere o attenuare la sua responsabilità penale fino al punto da evitare la massima pena.

Con la pronuncia della Corte d’assise si chiude il primo capitolo processuale della strage di Altavilla Milicia.


