Si sono ritirati in camera di consiglio i giudici della seconda sezione della Corte d’assise di Palermo, presieduta da Vincenzo Terranova, chiamati a pronunciarsi sul processo per la strage di Altavilla Milicia.
La sentenza riguarda Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente, imputati per il triplice omicidio avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2024 all’interno della villetta della famiglia Barreca. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre avrebbero preso parte a un delirante rito di liberazione dal demonio, culminato nell’uccisione della moglie di Barreca, Antonella Salamone, e dei due figli della coppia, Kevin, 17 anni, ed Emanuel, di appena 5 anni. Le vittime, secondo quanto emerso nel corso del processo, sarebbero state sottoposte a violenze e torture prima di essere uccise.
Le richieste dell’accusa
La Procura di Termini Imerese ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Giovanni Barreca, ritenuto seminfermo di mente sulla base delle consulenze psichiatriche acquisite agli atti. Proprio il riconoscimento della seminfermità avrebbe determinato la richiesta di una pena inferiore rispetto a quella avanzata nei confronti degli altri due imputati.
Per Sabrina Fina e Massimo Carandente, indicati dall’accusa come i principali ispiratori e promotori del presunto rito esoterico, il pubblico ministero ha invece chiesto la condanna all’ergastolo.
La vicenda giudiziaria ha già registrato un importante sviluppo sul fronte del procedimento a carico della figlia maggiore di Barreca, Miriam, che all’epoca dei fatti era minorenne. In primo grado la giovane era stata condannata a 12 anni e otto mesi per concorso nella strage. La Corte d’appello ha però successivamente ribaltato la decisione, assolvendo la ragazza dopo averla ritenuta incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Ora l’attenzione è rivolta alla decisione della Corte d’assise di Palermo. Dopo il ritiro in camera di consiglio, è attesa la sentenza che chiuderà il processo di primo grado.


