giovedì, 5 Novembre 2026
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Le consegne avvenivano su Telegram

Spaccio tra Sperone e Bonagia, sette indagati: la droga arrivava anche nelle scuole

Sette persone finiscono al centro di una nuova operazione antidroga della Polizia di Stato a Palermo. Gli agenti della Squadra investigativa del commissariato di Brancaccio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e continuato.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore sviluppo di una più ampia indagine antidroga e antimafia, che nel dicembre 2025 aveva già portato all’applicazione di misure restrittive nei confronti di diversi soggetti accusati di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga.

Le investigazioni hanno permesso di ricostruire le attività di un gruppo criminale operativo tra agosto 2024 e gennaio 2025. Il sodalizio faceva capo a un uomo vicino alla famiglia mafiosa di Roccella, inserita nel mandamento di Brancaccio. L’organizzazione avrebbe movimentato ingenti quantitativi di stupefacenti, soprattutto hashish, per diverse decine di chilogrammi. Il gruppo disponeva anche di una piantagione indoor, utilizzata per coltivare marijuana.

Nel corso delle indagini, i poliziotti hanno individuato e smantellato due piazze di spaccio nei quartieri Sperone e Bonagia. In questi punti gli acquirenti potevano rifornirsi soprattutto di panetti di hashish. Accanto ai luoghi di vendita tradizionali, il gruppo aveva organizzato anche un canale di distribuzione virtuale attraverso Telegram, considerato dai suoi componenti uno strumento più sicuro per gestire gli ordini e i contatti con i clienti.

La rete di spaccio non si limitava ai quartieri in cui operavano i presunti trafficanti. Gli indagati organizzavano infatti consegne a domicilio, anche su richiesta, raggiungendo diverse zone della città, comprese quelle più distanti dalle aree di riferimento del gruppo.

Particolarmente delicato il sistema di distribuzione che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coinvolgeva anche studenti minorenni. In alcune occasioni, i pusher avrebbero consegnato la droga al mattino, prima dell’ingresso a scuola o durante la ricreazione, direttamente all’esterno degli istituti scolastici. Queste circostanze hanno portato a contestare, nei casi previsti, le aggravanti legate alla cessione di stupefacenti a minori e allo spaccio nelle vicinanze delle scuole.

I sette destinatari dell’ordinanza avrebbero contribuito, con ruoli differenti, al rifornimento e alla successiva vendita al dettaglio di hashish, marijuana e cocaina. In particolare, due componenti del gruppo avrebbero garantito l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e marijuana, anche attraverso la coltivazione nella piantagione indoor.

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