martedì, 8 Settembre 2026
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Oltre mille persone coinvolte in un mese. Il deputato della Lega apre alla candidatura a primo cittadino ma affida la scelta alla coalizione

“Sindaco di Palermo? Perché no”: Figuccia lancia125 comitati civici

Centoventicinque comitati costituiti in poco più di un mese, oltre mille cittadini coinvolti e una rete che punta a raggiungere ogni quartiere della città. Vincenzo Figuccia presenta il primo bilancio dei Comitati per i diritti dei cittadini e, mentre rivendica la natura civica dell’iniziativa, non chiude la porta a una possibile candidatura a sindaco di Palermo.

Il deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana evita per il momento di avanzare ufficialmente il proprio nome, ma manda un messaggio piuttosto chiaro agli alleati del centrodestra. Se la coalizione e gli stessi comitati dovessero chiedergli di assumere la responsabilità della candidatura, Figuccia non si tirerebbe indietro.

La scelta, precisa, dovrà comunque essere condivisa. Prima dei nomi, sostiene il parlamentare regionale, sarà necessario definire un progetto politico e amministrativo capace di indicare quale Palermo costruire nei prossimi dieci anni. Una posizione prudente nella forma, ma che colloca inevitabilmente l’esperienza dei comitati dentro il dibattito sulle prossime elezioni comunali.

Nel corso della presentazione sono state illustrate alcune delle attività già avviate sul territorio. Il sociologo e criminologo Giuseppe Giocaliero, responsabile del dipartimento Cultura e società, ha proposto la creazione di un circuito turistico e culturale attorno al Castello di Maredolce, da promuovere anche nelle principali fiere internazionali del settore.

Il coordinatore del movimento giovanile, il diciannovenne Fabrizio Landolina, ha ricordato la segnalazione che ha permesso di ripristinare l’illuminazione nei pressi dell’abitazione di un’anziana residente a Ciaculli. La donna, per paura di uscire al buio, aveva rinunciato persino a compiere le più semplici attività quotidiane. Allo Sperone, invece, l’intervento dei comitati avrebbe contribuito al ripristino di una linea del trasporto urbano considerata essenziale soprattutto dai ragazzi del quartiere.

Sul fronte dei servizi, l’avvocato Massimo Campanella, co-coordinatore dell’area giuridica, ha annunciato una diffida nei confronti del Comune per le condizioni in cui versa la città. Tra i principali problemi segnalati figurano la raccolta dei rifiuti, l’illuminazione pubblica, l’arredo urbano e la gestione della movida.

Il presidente del Comitato Terrasanta-Fatima, Paolo Marrone, ha richiamato le iniziative per eliminare alcuni cordoli giudicati inutili e recuperare parcheggi per i residenti. Franco Cardella, responsabile del dipartimento Decentramento, ha invece illustrato una proposta per rafforzare il ruolo delle circoscrizioni e avvicinare maggiormente l’amministrazione ai quartieri.

Spazio anche al volontariato e alle emergenze sociali. Mimmo Crivello, chiamato a guidare il settore dedicato alla protezione civile, ha riferito degli aiuti destinati alle famiglie colpite dagli incendi e del servizio di trasporto attivato per le persone con disabilità. Rosario Lo Proto, vicepresidente dello Iacp, ha ricordato la segnalazione che ha permesso di eliminare una fogna a cielo aperto davanti a una scuola di via Imperatore Federico.

Tra gli interventi anche quelli di Pino Mangano, responsabile dell’area Salute e sport, di Maria Pia Falbo, coordinatrice del comitato di via Zisa, e della madre di un bambino con disabilità impegnata nella battaglia per garantirgli un’adeguata assistenza scolastica.

Secondo Figuccia, la rapida diffusione dei comitati dipende dalla loro capacità di intercettare problemi concreti e offrire ai cittadini un collegamento diretto con le istituzioni. Il modello rivendicato è quello di una partecipazione dal basso, alternativa alle tradizionali dinamiche delle segreterie politiche, nella quale il singolo residente possa uscire dall’isolamento e diventare parte di una comunità organizzata.

Il deputato leghista cita le strade ripulite, la mobilitazione dei giovani lungo il percorso dell’Acchianata di Santa Rosalia e gli interventi realizzati coinvolgendo residenti, scuole, parrocchie ed enti pubblici. Ma l’obiettivo dichiarato va oltre la soluzione delle singole emergenze.

I comitati si stanno infatti strutturando in gruppi di lavoro aperti agli ordini professionali e alle competenze presenti in città. L’ambizione è elaborare una visione complessiva di Palermo, puntando sul turismo, sulla cultura, sull’università, sulla ricerca, sull’innovazione e sugli scambi economici, fino a candidare il capoluogo siciliano a diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo.

In questa prospettiva si inserisce anche “Italia Competenze”, il progetto avviato dopo un incontro con il sottosegretario Claudio Durigon per favorire il collegamento tra domanda e offerta di lavoro.

Al di là delle iniziative territoriali, la crescita dei comitati assume ormai un significato politico difficilmente ignorabile. La struttura capillare costruita nei quartieri può diventare uno strumento di ascolto e partecipazione, ma anche la base organizzativa di una futura candidatura. Figuccia, almeno per ora, tiene insieme le due dimensioni e rimanda ogni decisione al confronto con la coalizione.

Il richiamo finale è rivolto all’appello di don Luigi Sturzo agli uomini liberi e forti. Figuccia immagina un movimento civico e pacifico destinato a crescere e a radicarsi in tutta Palermo. Il percorso verso Palazzo delle Aquile non è ancora ufficialmente cominciato, ma il deputato della Lega ha già fatto sapere di essere pronto, qualora arrivasse la chiamata.

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