La Gay Street di Palermo chiede al Comune nuove misure di sicurezza e propone di vietare l’accesso alla zona alle persone che indossano indumenti capaci di coprire completamente il volto, come il burqa. La richiesta nasce, secondo i promotori dell’iniziativa, dalla necessità di garantire maggiore sicurezza in uno spazio frequentato ogni giorno da cittadini, turisti e dalla comunità LGBTQ+.
La posizione arriva dopo l’allarme internazionale legato agli episodi di violenza contro manifestazioni e luoghi simbolo della comunità LGBTQ+. La Gay Street sottolinea come gli spazi dedicati all’inclusione debbano rimanere luoghi sicuri e accessibili, chiedendo alle istituzioni un confronto per individuare interventi concreti di tutela.
Secondo la Gay Street, in Italia esistono norme che regolano la possibilità di rendere una persona riconoscibile negli spazi pubblici e per questo chiede che tali regole vengano applicate anche in questa zona della città. La richiesta riguarda il volto coperto e non, precisano i promotori, una discriminazione verso una fede religiosa o una comunità culturale.
La Gay Street di Palermo rappresenta ormai un punto di riferimento per migliaia di persone. Ogni giorno numerose comitive visitano la zona e durante le ore serali arrivano turisti LGBTQ+ da diverse parti del mondo. Per questo motivo i gestori e i frequentatori chiedono alle istituzioni una maggiore attenzione sul fronte della sicurezza.
L’episodio avvenuto poco dopo l’innaugurazione
La comunità ricorda anche un episodio avvenuto pochi giorni dopo l’inaugurazione della Gay Street, quando alcuni ragazzi del quartiere avevano strappato bandiere arcobaleno e insultato alcune persone presenti nella zona. In quel caso il dialogo e il confronto hanno portato a un risultato positivo. Gli stessi giovani che avevano contestato la presenza della Gay Street sono diventati interlocutori e sostenitori del progetto.
Il momento più significativo è arrivato quando alcuni di loro si sono presentati al Bunker Club chiedendo una bandiera arcobaleno da portare al Gay Pride di Palermo insieme alla comunità LGBTQ+.
La Gay Street sottolinea quindi il valore del dialogo con il territorio, ma evidenzia anche la necessità di una maggiore protezione davanti ai fenomeni di estremismo e fanatismo che, secondo il gruppo, minacciano le comunità LGBTQ+ in diverse parti del mondo.
L’appello rivolto al Comune è chiaro. Garantire sicurezza, tutela e attenzione per la Gay Street di Palermo, per chi la frequenta ogni giorno e per i tanti visitatori che scelgono questo luogo come simbolo di accoglienza e libertà.



